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dqw
  1. #11
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    Ogni volta che leggo un capitolo di una tua storia provo sempre le stesse forti emozioni, come se fosse la prima volta!
    E secondo me, questa ff, compete con Storyteller: ma aspetterò di leggere l'epilogo per avere un'idea concreta. :love1:

  2. #12
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    Vorrei sapere cosa vorrà lo zio di Sue. Per scoprirlo aspetterò un'altro splendido Capitolo

  3. #13
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    Faraway,so close
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    Che bello avervi qui ragazze :bananino:
    Cloude,Ilaria,di nuovo...GRAZIE.

    M A D
    about the boy


    Incredibile come il panico ci metta due secondi spaccati ad impossessarsi del tuo corpo. Basta un attimo e senti ogni vaso sanguigno streeeetto e pieno di gelo. Proprio come adesso,mentre nella mia testa compare una scritta rosso fuoco,identica a quella della radiosveglia, ma con su scritto: SEI NELLA MERDA. SEI NELLA MERDA. SEI NELLA MERDA.

    "Cosa c'è zio?"
    Mi siedo di nuovo sul letto ed accendo la abat jour a forma di nano da giardino.Che domande faccio...lo so perfettamente cosa c'è che non va.

    "Mi chiedi anche cosa c'è? Hai combinato un enorme casino con Jackson ed hai anche il coraggio di fare la vaga?"
    SEI NELLA MERDA.
    La sua voce mi sembra un po' più alta del solito, ma è notte fonda ed io sono rincoglionita quindi chissà,magari ha urlato,si è arrabbiato molto, e forse -un nuovo brivido di puro terrore mi scorre lungo la schiena- è stato fino a adesso a decidere la mia condanna con i colleghi.

    "Zio mi dispiace,ma lui era in difficoltà ed io non pensavo...stavamo parlando,non credevo che mi avrebbe presa sul serio...mi spiace."
    Nessuna risposta all'altro capo. Sento che è ancora in linea,respira vicino alla cornetta,quasi sbuffa anzi, e non ho dubbi sul fatto che sia ancora lì,ma il pensiero della sua faccia tinta di una sfumatura tendente al fucsia mi rende ancora più difficile argomentare in modo sensato e pertinente.

    "Non era mia intenzione,cercavo solo un modo per aiutarlo,mi ha fatto una domanda e..." Ohhhhhh fanculo le giustificazioni "Ti prego zio,non buttarmi fuori."

    Piagnucolo con poca dignità perché non posso permettermi di perdere il lavoro, e perché a pensarci bene ha tutte le ragioni di essere arrabbiato con me. Ero stata assunta per fare la sguattera,l’aiuto dell'aiuto,non per giocare alla piccola sceneggiatrice.

    "Ti giuro che non farò più danni,non combinerò più guai. Me ne starò al mio posto promesso,muta come un pesce ed ubbidiente."
    Jim tossisce e si schiarisce la gola mentre mi domando se possa sentire il martellare furioso del mio cuore persino così,a miglia e miglia di distanza.

    "Giura che non lo asseconderai più."
    "Giuro zio,giuro."

    "E giura che terrai le tue idee pazzoiche per te."
    Pazzoiche beh,ora non esageriamo...solo alternative!

    "Assicurato,mai più."
    Tiptoe intanto mi ha raggiunto trotterellando e, seduto composto ai piedi del letto,si gode la scena con la sua serafica espressione canina stampata sul muso.

    "Righerò dritto."
    Trattengo il respiro tentando di capire se sia stata abbastanza convincente o meno. Dio ti prego fa che mi creda,non posso passare di nuovo le giornate davanti alle pagine degli annunci dei giornali alla ricerca di uno straccio di posto.

    “Ok zio? Ti prego non licenziarmi...”
    Silenzio. Poi un attimo dopo una...risata soffocata?!?
    Premo la cornetta all’orecchio pensando che sia una semplice interferenza. E invece no,sta proprio ridendo.

    “Zio?”
    E come un matto ora.

    “Scusami..."
    Altre risate.

    "Scusami Sue,ma non potevo fare a meno di farti questo scherzo.”
    Aggrotto la fronte stropicciandomi un occhio umido di sonno con un dito. O è più addormentato di me oppure mi sta proprio sfuggendo qualcosa.

    “Cosa?Ma...ma chi diavolo è?”
    Ci vuole qualche momento poi sento rispondere:

    “Sono io, Michael!”
    “Michael chi?”

    Ohcazzomichael.
    Realizzo un nanosecondo prima che pronunci il nome che temo.
    “Michael Jackson.”
    Mi esce una risatina isterica. Michael Jackson che chiama a casa mia a mezzanotte e mezza. Sarà mica una specie di scherzo? O uno scherzo nello scherzo? O magari sto ancora sognando,se riattacco e mi rimetto a letto domani mattina non sarà successo nulla.

    “Sue,sono davvero io,non mettere giù.”
    Legge anche nella mente,andiamo proprio bene. Ma parlando ancora mi dà la conferma che sia lui,ora sento la sua voce,e quella è inconfondibile davvero.

    “Michael,non…pensavo.”
    “Lo so,nessuno ci crede quando faccio una telefonata.”
    “Ah,immagino.”
    “Scusa l’ora Sue,ma ci ho messo un po’ a rintracciare il tuo numero. Non fai Bashfield come tuo zio di cognome.”
    Ebbene a quanto pare Michael ScusaSeE'Poco Jackson ha fatto tardi per trovare il mio numero di telefono. E ora cos'altro succederà? Forse se metto il naso fuori trovo la neve sul balcone di casa,la famosa neve di fine Luglio di Los Angeles.

    “No,Jim è il fratello di mia madre.Io mi chiamo...”
    “Newman. Sì,ora lo so.”

    Oh…Sì,ora lo sa il mio cognome.

    “Ti chiamo per una cosa importante. Quella piccola…sceneggiatura.”
    Il suo tono si fa più posato e professionale,ed io mi accorgo di come l'improvviso dolore ai muscoli della mascella sia dovuto al sorriso più largo che la mia bocca abbia mai osato.

    “Lo scarabocchio vorrai dire.”
    Lo sento ridere di nuovo e la cosa mi provoca un leggero sfarfallio allo stomaco.

    “Il geniale scarabocchio. Beh,mi chiedevo se saresti disposta a cedermene i diritti. “

    ***
    Ho un pesantissimo cerchio alla testa. Anzi no,sarebbe meglio dire che ho un cerchio alla testa grande come un anello di Saturno e nemmeno un'aspirina in casa. Richiudo l'armadietto del bagno e continuo a lavarmi i denti. Pessima cera,brutto coloraccio. Individuo un brufolo,questo invece è simile ad un cratere lunare (ed è al centro esatto della fronte)e per completare il planetario i miei capelli sono arruffati come una nebulosa. Devono essersi arrabbiati perché ho dormito poco,sono sempre stati dotati di vita propria come quelli di Medusa,dei maledetti separatisti,suscettibili e scontrosi,avrei dovuto pensarci ieri notte ma ehi,ieri notte sono stata due ore ,DUE ORE dico!, al telefono con Michael.
    Faccio un piccolo balletto davanti al lavandino spazzolando gli incisivi.
    Credo che voglia farmi morire,non lo sa che essere Michael Jackson,chiamare nel bel mezzo della notte una ragazza e parlarci due ore (e dodici minuti per l'esattezza) equivale a portarla al punto di non ritorno? Cioè,conosco gente che si è innamorata per molto meno!
    Ed io che ero anche preparata all'evenienza che fosse uno stronzo,un vero montato,una delusione. Le star sono come le farfalle e non vanno mai toccate -mi sono sempre detta- perché si rischia di ritrovarsi tutta la loro bella porporina scintillante sulle dita,e vederli per come realmente sono,cioè opachi e terribilmente normali,insipidi. Ma non lui...
    Lui è intelligente,simpatico,gentile,educatissimo,ha la battuta pronta e se non fosse per il fatto che mi vede come una specie di bersaglio perfetto che cade a piè pari in tutti i suoi scherzi,sarebbe davvero splendido.
    Vuoi la sceneggiatura? E' tua figurati...ti firmo tutto quello che vuoi,comprami pure ragazzo.

    "E potrebbe permetterselo..."
    Dico a Tiptoe che ancora sonnecchia pacioso nella sua cesta.

    "Potrebbe comprarsi mezzo mondo in realtà..."
    Butto il pigiama sotto al cuscino e in mutande mi piazzo di fronte all'armadio senza avere la più pallida idea di cosa ci si metta addosso per un'occasione del genere. Ammesso che sia un'occasione,certo.
    *
    La vide entrare nel piccolo ufficio dopo aver bussato così piano che a stento l'aveva sentita. Avrebbe potuto delegare o semplicemente ritardare tutto ed arrivare un'ora più tardi agli Studios (di solito la mattina ballava un po' prima della colazione, e solo dopo si occupava del resto degli impegni ) ma aveva preferito essere presente di persona,non era una seccatura quella,proprio no. Notò che si era subito fatta rossa in viso e la cosa gli riportò alla mente le chiacchiere della notte precedente,quando gli aveva confessato di non essere abituata ad avere l'attenzione su di sé e quanto anzi la cosa la infastidisse.

    "Buongiorno."
    Peter Stevenson,il legale che curava tutti gli affari legati a Moonwalker la salutò con un sorriso cordiale mentre Frank le riservò un'occhiata sospettosa e grugnì un 'Giorno un bel po' arcigno tra una boccata di fumo e l'altra.

    "Ciao Sue."
    Jim,Colin e Jerry rimasero immobili e in silenzio,perforandola da parte a parte con lo sguardo.

    "Venga signorina,sarà questione di poco e poi la faremo tornare al suo lavoro."
    Michael la osservò mentre si avvicinava attraverso luce polverosa della stanza,aveva legato i capelli (una treccia lunga,di un diametro imprecisato,chissà quanto le ci era voluto per intrecciare tutti quegli afro) ed indossato un po' di trucco. Inoltre quel giorno portava un giacchino di filo celeste sopra la canotta bianca ed i jeans ed immaginò che quel piccolo tocco di formalità fosse dovuto proprio alla firma,dato che fuori il termometro segnava 33 torridi gradi. Sentì un moto di tenerezza che si trasformò in un sorriso ancora più aperto.

    "Legga il contratto e poi metta una firma qui e una qui."
    Le annunciò Peter segnando due piccole x nei fogli interessati.

    "Oh,no va bene,so già tutto..."
    Rispose subito Sue prendendo la penna che gli veniva offerta e mettendo nome e cognome dove richiesto.

    "Ah..."
    Michael ridacchiò sotto i baffi,era proprio un affarino buffo quella Sue.

    "Ecco...fatto,mi pare."
    "Emh...molto bene,tutto a posto,ora deve firmare il signor Jackson."
    Si avvicinò alla parte del tavolo dove era seduta e la vide scattare in piedi.

    "Stai comoda,non mi siedo."
    La rassicurò e lei gli rivolse un'occhiata tutta imbarazzata,poi distolse lo sguardo e cominciò a strofinare piano i palmi sui jeans,avanti e indietro. Michael guardò la sua firma in calce, tremolante per l'emozione,quasi infantile, e pensò che quella era la ragazza più limpida e trasparente che avesse mai conosciuto.

    "Fatto."
    Le sorrise e si sollevò porgendo la penna a Peter, il quale già controllava che tutte le parti fossero complete.

    "Molto bene signori,qui abbiamo finito. Michael,dopo pranzo possiamo parlare dell'altra cosa invece?"
    "Sicuro Peter,vieni nella mia roulotte."
    Frank che stava parlottando con Colin e Jerry,sentendo che la faccenda si era conclusa fece per andarsene, e poco dopo Stevenson lo imitò. Michael salutò Sue che era rimasta impalata vicino al tavolo ,di nuovo con l'aria di una che non ha la più pallida idea di dove andare e cosa fare,e poi seguì il resto delle persone che stavano uscendo dalla stanza una dopo l'altra. Tutte tranne Jim.

    *

    "Io e te dobbiamo fare quattro chiacchiere Sue."
    Perché ho già sentito questa frase? Ah già,perché sono le esatte parole che Michael ha pronunciato la scorsa notte.
    Lentamente stacco gli occhi dalla porta appena chiusa e mi giro verso mio zio che -come ho il piacere di notare- continua ad incenerirmi con lo sguardo.

    "Mi dispiace..."
    Guarda in basso,schiaccia una pallina di carta con la punta del piede e poi si massaggia una tempia. Non c'è nessuna radiosveglia ma: SUE,SEI NELLA MERDA.

    "Ti dispiace un cazzo!"
    Appunto,e questo Michael non l'ha detto...

    "Hai idea di cosa voglia dire cambiare parte della sceneggiatura a questo punto della produzione? Eh?Ne hai una vaga idea?"
    La sua voce è talmente alta che ho paura che tutti quelli appena usciti possano sentirci. In tal caso sarebbero altri bei punti al pallottoliere delle mie figuracce.

    "No che non ce l'hai ovviamente! Cosa ne vuoi sapere tu di film,regia,copioni da cambiare,contratti da modificare,niente! Tu giochi a fare la sceneggiatrice!Divertente vero?"
    Raccolgo tutto il coraggio che ho in corpo per guardarlo negli occhi,è rosso come un peperone e la sua faccia è la trasfigurazione della rabbia,sono sicura che se gli cadesse una goccia d'acqua in testa ora evaporerebbe all'istante.
    Oh santissimo cazzo,fai che non mi licenzi,fai che non mi licenzi.

    "Non licenziarmi zio,per favore..."
    Dai Sue,hai fatto le prove generali questa notte,puoi farcela. Mi dico,e con il cuore che sta per uscirmi dalla bocca prendo un respiro profondo e butto fuori tutto d'un fiato:

    "Non farò mai più niente del genere te lo prometto starò al mio posto e lontano da Jackson per favore non licenziarmi ho bisogno di questo lavoro." Punto.
    Ora mi osserva assottigliando lo sguardo,la rabbia gli fa ancora fremere i baffi e pare assorto in qualche nuovo furibondo pensiero mentre si accende una sigaretta.
    Ed io che volevo far passare tutto inosservato,che avevo paura che mi rimproverasse perché invece di lavorare me ne ero andata di nascosto a vedere le riprese. Sono proprio una cretina.
    Guardo il fumo che sale verso il soffitto,prima quello dalla sua bocca contratta,poi quello a spirale sottile della sigaretta.

    "Ringrazia il fatto che debba ben più di un favore a Carola,solo Dio sa quanto abbia dovuto penare ieri sera per calmare Colin e Jerry. Volevano il tuo scalpo, tutti e due."
    Quindi...questo significa che sono salva,vero?Ammorbidisce appena lo sguardo per conferma.

    E siiiii e vaiiii!! Ci vuole tutto il mio autocontrollo per mettermi a saltare ed abbracciarlo. Non mi licenzia!
    "In ogni caso devo rimetterti in riga ragazza,gliel'ho promesso. Penserò a qualcosa per farti passare le fantasie."
    Qualunque cosa,faccio la bestia da soma volendo,la cavia da laboratorio,ma ehy,ho ancora il lavoro ho ancora il lavoro! Sorrido,un largo sorriso felice che non posso nascondere.

    "Grazie zio."
    "Non ringraziarmi,ricordati che dobbiamo ancora fare i conti."

    E in quell'istante arriva la cavalleria a salvarmi,bussano.

    "Avanti."
    "Mr Bashfield,Jerry la desidera subito sul set."

    Un ragazzo con un codino biondo color paglia fa capolino dalla porta,lo riconosco,il mio paladino è Carl,l'aiuto regista.
    Jim mi regala l'ultima occhiataccia e poi con un tono che non ammette repliche mi intima di tornare subito a lavoro e rigare dritto. Tiro un sospiro di sollievo quando lo vedo uscire dalla porta e solo dopo qualche istante necessario a calmarmi mi rendo conto che Carl non lo ha seguito, è ancora lì.

    "Problemi bambina?"
    Chiede lanciandomi uno sguardo dall'alto verso il basso.
    Problemi? E soprattutto bambina a chi? Come si permette questo qui di prendersi tutta questa confidenza,che io ricordi non ci siamo mai nemmeno salutati.

    "Nessun problema." Rispondo secca alzando il mento "E tu invece problemi?"
    Sghignazza e dopo aver gettato un'occhiata al corridoio nel quale è appena sparito mio zio si fa avanti e socchiude la porta.

    "Ah no,io sto benissimo. Ma mi è sembrato che tu ti sia appena presa una bella strigliata,le urla si sentivano al piano inferiore."
    Grandioso. Questo significa che persino i parrucchieri, i truccatori, e se sono particolarmente fortunata anche quelli dell'impresa di pulizie,sanno del casino che ho combinato.Sarò lo zimbello di tutti per almeno una settimana. Se vedrò qualcuno sogghignare al mio passaggio non dovrò scervellarmi per capire il perché.
    Non sapendo cosa dire, e rabbuiata dalla presenza del galoppino di Jerry prendo una penna a scatto abbandonata sulla scrivania e comincio a torturarla guardando fuori dalla finestra. Click click click. Poteva essere una bellissima giornata,con questo sole,questo caldo,Michael che apprezza le mie idee ed il suo sorriso...oooh il suo sorriso. Click click. E invece è stata rovinata da tre registi teste calde e ora ci si mette anche questo tizio qui.
    Mi sento il suo sguardo addosso e con la coda dell'occhio lo vedo avvicinarsi e poggiare lo schedario giallo che tiene in mano sopra un altro mucchio di fogli,annotarci qualcosa con un pennarello e poi fermarsi proprio davanti a me.

    "Trovo che la tua modifica sia di gran lunga migliore rispetto all'originale,comunque."
    Le mie sopracciglia si sollevano alte ,ma così alte che immagino la mia fronte sparire del tutto.

    "Davvero,ho letto la nuova sceneggiatura e il nuovo copione per oggi." Abbassa la voce e si guarda alle spalle. "Molto meglio adesso."
    Mi fa l'occhiolino.

    "Oh,grazie."
    Ma tu pensa...
    Quindi Michael non è l'unico pazzo che apprezza le mie idee. Wow,questa sì che è una scoperta.

    "Ma ora passerai dei bei guai..."
    Il timido sorriso sulle mie labbra si spegne di colpo mentre i suoi occhi azzurri ridono ancora di più.

    "Io sono Carl,piacere di conoscerti."
    "Sue."
    "Che è il diminutivo di Suellen?Susan?Susie?"

    Faccio spallucce.

    "No,Sue.Sue e basta"
    Si rinfila le mani nelle tasche dei jeans neri che indossa.

    "Ok Sue e basta,che ne dici di andare fuori e goderci gli ultimi minuti prima di attaccare? Ti offro un caffè e poi a lavoro,vieni?"
    *
    Il suono dei suoi passi sul pavimento di legno era rumore bianco di inarrivabile bellezza.
    Teneva lo stereo basso apposta per ascoltarlo quel ripetersi,ora incisivo come il battito di un cuore,ora più leggero come il picchiettare della pioggia all'inizio di un temporale. Era musica che si nutriva di musica,al suo interno l'eco di un segreto universale,mai udito eppure conosciuto da ogni fibra del suo corpo. L'ebrezza di trasformarsi in ogni strumento,di aderire cellula dopo cellula alle strutture primarie del ritmo,di farsi avvolgere dalle note per diventarne parte integrante. Era pura magia quella.
    Il sudore gli bagnava la fronte,la schiena,il petto,gli incollava i pantaloni neri alle gambe,il legno dorato del pavimento sotto le luci dei faretti mostrava qualche goccia ed uno strato sottile di condenza.
    Si sentiva grandioso,fortunato oltre misura mentre ballava,la sua figura impalpabile,fluida,leggerissima nello specchio e mai veramente a fuoco,calcolava e disegnava forme e geometrie di una perfezione inconscia.
    Qui,in questo momento esatto avrebbero urlato. Un boato da far tremare lo stadio intero,che si sarebbe spento solo nel suo petto,facendogli vibrare il diaframma.
    Qui invece,qui qualcuno avrebbe pianto,sarebbero svenuti in tanti,troppa la tensione,non tutti erano in grado di reggere la piena delle proprie emozioni.
    Il rumore del sangue in ogni suo vaso,assordante,quasi da silenziare il tutto. Un silenzio magnifico dentro,dove tutto era fermo e stabile,che dominava perfettamente e di cui al contempo non aveva alcun controllo. Non c'era nulla che si avvicinasse a quella sensazione al mondo,lo sapeva,ma aveva sempre pensato che dovevano sentirsi in quel modo anche gli alberi attraversati dal vento.
    Tutto dipendeva da lui lì,piccolo demiurgo d'estasi e magia che ogni volta sentiva il suo potere fluire prepotente nelle vene,trascinarlo,inghiottirlo,era la linfa vitale della propria arte.
    Un dono immenso di Dio nelle mie mani.
    Erano due ore che se ne stava chiuso nella sala da ballo e le immagini della giornata venivano a galla di tanto in tanto prima di scomparire di nuovo nel bianco. Le chiacchiere di Karen,quel nuovo ragazzo di cui parlava facendo la dura,il che stava a significare che ne era innamorata persa. Le riprese,buffo quel tizio con il cappello degli Yankee e la zeppola in bocca, ed il pranzo noioso con Peter,poveretto,faceva solo il suo lavoro. Katherine l'era venuto a trovare insieme a Toya e Austin,il figlio di Rebbie. Aveva un brutto mal di schiena,le avrebbe mandato un medico a casa. La telefonata a Robert dall'ospedale dopo la chemio,lui ce l'avrebbe fatta se lo sentiva,non avrebbe permesso che la leucemia portasse via quell'anima candida. Quelle nuove caramelle al limone che gli aveva fatto assaggiare Sean erano proprio buone.
    Spense lo stereo e si tamponò il viso con l'asciugamano appoggiato alla sbarra,tracannò mezza bottiglia d'acqua e poi salì le scale verso il piano superiore con la testa ancora piena di musica.
    Il montaggio con la claymation era venuto bene,quando gli avevano presentato il lavoro finito non pensava di star per vedere una cosa così simpatica. Doveva chiamare Arnold e prendere un appuntamento per la settimana successiva. Ah,e anche chiedere a Bill di cercare qualche nuovo ragazzo,gli ultimi due li aveva fatti sbattere fuori quella sera dopo aver scoperto che rifilavano porcherie ai giornalisti.Pezzi di stronzi,tutti.
    Si tolse i vestiti buttandoli nella cesta dei panni sporchi e si infilò nel bagno ancora in calzini,quelli li tolse per ultimi prima di entrare nella doccia,perché le ciabatte chissà dove erano finite di nuovo.
    Anche le riprese erano andate bene,nonostante il caldo,il trucco che colava ogni due minuti e quell'idiota di Carter che aveva montato la scenografia per il verso sbagliato. Cavoli,quel ragazzo era proprio duro di comprendonio.
    L'acqua tiepida gli massaggiò la schiena,chiuse gli occhi lasciandosi coccolare da quella piacevole sensazione per qualche attimo,poi afferrò il bagnoschiuma alle sue spalle e se ne versò una dose generosa sul palmo.
    A sua discolpa c'era da dire che aveva dovuto fare tutto in fretta certo,con le nuove modifiche ed i tempi che stringevano,sotto lo schiocco di frusta di Jerry e gli altri. Sorrise al pensiero delle loro espressioni quella stessa mattina,con Sue che li guardava con quei due laghi verdi, e la faccia di una che non ha la più pallida idea di cosa stia accadendo. Era molto carina quella ragazza ed aveva un profumo buonissimo,rosa e latte,che improvvisamente gli parve di sentire di nuovo. Non sarebbe stato male,gli sarebbe piaciuto averla lì adesso e prenderla un po' in giro solo per vederla arrossire in quel modo così grazioso,poi spingerla dolcemente contro il muro per metterle una mano tra le gambe. Girata,meglio,in modo da poter anche toccare quel bel culo che si ritrovava,quel bel culetto che riempiva le mani,doveva essere stupendo da strizzare,da prendere a morsi. Le avrebbe infilato un dito dentro e poi un altro,tre magari,in modo da sentirla gemere per bene,gli piaceva così tanto sentire le ragazze fare le fusa,tirare fuori quei versi morbidi dalla gola e dire il suo nome. Michael...Michael... Solo Michael,sarebbe suonato perfetto sulle sue labbra piene. Poi l'avrebbe presa e sarebbe stata calda e stretta da far male. Entrare era sempre la parte migliore,perché per abituarsi a quella delizia ci voleva qualche attimo e molto ossigeno nei polmoni. Avrebbe cominciato a muoversi piano come la sua mano in quel momento, e l'avrebbe fatta godere piegando un po' le ginocchia per riempirla meglio,fino in fondo. Dentro e fuori...così baby. Lasciò che il calore dell'acqua gli ammorbidisse ancora i pensieri ed i sensi, e con gli occhi chiusi fece sì che la giornata intera,la musica,il silenzio gli scivolassero via di dosso,nel vuoto. Il vuoto dei pensieri quella sera aveva gli occhi verdi.
    *

    "E Zombi?Io ci penso ogni volta in cui entro in un supermarket."
    "Parli di quello di Romero?"
    "Uh uh,certo gli effetti speciali erano un po' casalinghi..."
    "Sì ma le inquadrature sono geniali."
    "Mi è piaciuta anche "Creepshow""
    "Troppo lento,io mi sono addormentata!"

    "Naaaa,lento è "Il giorno degli zombi","Creepshow" è una bomba,non fosse altro che per il trucco dei cadaveri putrefatti..."
    "Disgustoso..."

    Cazzo,santissimo cazzo. Non mi pare vero di aver trovato qualcuno che conosca tutti i titoli che nomino. Anche quelli di infima categoria,anche le produzioni di nicchia,anche i film che credevo avessero visto solo i registi,i parenti dei registi ed io...beh li ha guardati anche lui. Carl pare essere il mio alter ego maschile. Oggi al bar mi è venuto un mezzo colpo quando ha ordinato un espresso doppio macchiato e con la schiuma senza zucchero,esattamente come lo prendo io. Ed ha scelto il tramezzino al tonno e pomodoro,il mio preferito,ed abbiamo comprato chewingum della stessa marca. Abbiamo anche una storia simile:un'infanzia felice,tanti bei sogni,un'adolescenza straordinariamente noiosa rovinata solo da un brutto acne ed una...e niente,visto che abbiamo appena sorpassato la soglia dei venti. Contrariamente a quanto pensavo infatti non è più grande ma ha la mia stessa età anzi,proprio ieri era il suo compleanno quindi è tecnicamente più piccolo di me. Insomma siamo i prototipi del ventenne fascia media senza infamia né lode,e con una esagerata passione per il cinema in comune. Forse lui è più invasato di me,o comunque il suo modo di parlare,gesticolando con molta enfasi e posizionando colorite esclamazioni ad hoc, me lo fa apparire tale.

    "Phantasm?"
    "Pessimo."
    "Concordo"

    Ora stiamo passando in rassegna gli horror degli ultimi dieci anni mentre lo riaccompagno a casa. Contachilometri fisso sugli 80 e Dinah Washington alla radio,vedo il Sunset Boulevard in "avanti veloce" nella luce rosata del tramonto. Sono stanca come non mai, ma galvanizzata dal fatto di aver finalmente stretto amicizia con qualcuno di nuovo, e non vedo l'ora di sentire Anjelica per raccontarle tutto.

    "Mi prendi la borsa sul sedile posteriore? Devo riportare Phenomena al Blockbuster,ma visto che ci sono te lo presto così lo vedi,lo puoi riconsegnare domani prima di venire a lavoro?"
    "Sicuro."

    Allunga una mano e tira avanti la mia fedele,grande,comoda per tutte le evenienze scamosciata nera.

    "Bambina questa non è una borsa è un sacco della spazzatura."
    Ridacchio rifilandogli un'occhiata minacciosa mentre comincia a rovistarci dentro.

    "E' la borsa più comoda che abbia avuto,trattamela bene."
    Non è un sacco della spazzatura,è solo che è piena da scoppiare,ci butto dentro tutto quello che mi viene in mente e che mi serve al momento,ma poi sono troppo pigra per svuotarla e fare ordine.

    "Un pacchetto di cracker in polvere del '15-'18,gomme da masticare masticate e incartate...che schifo,non puoi attaccarle sotto le sedie come tutti? Chiavi,un collare,un... paio di calzini?Puliti spero!"
    "Non ti ho chiesto di farmi l'inventario,prendi il film dai."

    Infila la faccia ancora più dentro.

    "Ora trovo gli assorbenti me lo sento,ce li avete sempre,come gli ombrelli...."
    "Eh? Smettila,che cazz..."
    "Ombrello appunto...."

    Sto per strappargli la borsa dalle mani quando finalmente lo vedo estrarre la videocassetta e insieme a quest'ultima anche una cassetta di musica.

    "Phenomena..."
    Dice poggiandolo sul cruscotto.
    "E vediamo un po' che ascolti? Ah come sei prevedibile però! Michael Jackson."
    Sento le guance scaldarsi ancor prima che dica il suo nome,ma fingo di non farci caso e continuo a guidare impassibile.

    "Bad. E scometto che se continuo a cercare trovo anche Thriller,Off the Wall..."
    "Ho anche i Jackson Five se è per questo. Proprio nella tasca della tua portiera."

    Gli rispondo. Tiè,che motivo avrei di vergognarmi in fondo. Stiamo parlando del più grande entertainer di tutti i tempi, e lui non può proprio avere la minima idea di cosa rappresenti quell'uomo per noi neri.

    "Qualcosa in contrario?"
    "Non ti scaldare,non ho proprio niente in contrario,piace anche a me."
    "E allora?!"
    "Nulla,stavo solo testando il tuo grado di cottura..."

    Freno bruscamente,quasi inchiodo rischiando di tamponare una Jeep che ci sta davanti.

    "Sue! Vorrei arrivarci intero a casa grazie!"
    Mi urla prima che lui ed il conducente della Jeep si scambiano uno sguardo di puro terrore tramite lo specchietto retrovisore.
    Apro la bocca per dire qualcosa ma non esce niente,poi,dopo qualche tentativo vano viene fuori un gracidio poco convinto:

    "E tu cosa ne sai?"
    Carl scoppia in una risata divertita e mi guarda scuotendo la testa.

    "Non sei la prima e non sarai l'ultima bambina,lì dentro tutte sono cotte di MJ. T U T T E."
    Deglutisco dando un piccolo colpo di tosse,giusto per riempire il silenzio. Non che mi aspettassi in contrario,gli occhi ce li ho e so fin troppo bene l'ascendente che Michael ha sugli ormoni di ogni donna sana di mente,ma la rivelazione di Carl pare buttarmi in mezzo all'incertezza più nera, e sento una sorta di gelosia serpeggiarmi nello stomaco. Stupide cornacchie spelacchiate,come osate pensare a lui come lo penso io? Forse dovrei mettere un po' di veleno per topi nelle bottiglie d'acqua da domani.

    "Ma forse tu sei quella messa peggio Sue."
    Stupida,stupidissima me.

  4. #14
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    Bellissimo capitolo! Splendido lo scherzo di Michael :d015:

  5. #15
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    Aspetterò il prossimo

  6. #16
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    Quote Originariamente inviato da Effulgent Visualizza il messaggio
    ahaha,grazie mille Pat,sei sempre troppo gentile. Posso chiedere cosa ti fa preferire Storyteller? Si tratta del Michael che descrivo,delle situazioni o altro? Mi interessa da morire sapere cosa passa (e faccio passare) nella testa di chi mi legge :P
    Tutto, il momento che descrivi, il modo in cui lo descrivi, il Michael della situazione, i diari di Applehead. Tutto ciò è nel mio cuore, seconda è questa, terza una che non finirai mai (...), quarte a parimerito i famosi diari e teach me love. Fuori concorso le OS e le RR (che non è quello che stai pensando)

  7. #17
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    Fuori concorso le OS e le RR (che non è quello che stai pensando)
    Ok, Pat, io invece ho pensato subito ad un'altra cosa...:gemini:

    Ooohhh che bello l'arrivo di Carl! :flowers2:

  8. #18
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    Faraway,so close
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    Grazie bellissime pulzelle dei vostri commenti :hug2:
    Cloude,Ilaria,Pat (le/il RR :e040::muttley: )
    Vi lascio un altro capitolo :queen:


    M A S H E D
    potato

    "Ci ho già parlato lo scorso sabato Madre,ho discusso con gli Anziani e non vedo cosa ci sia di male."
    Michael ascoltò pazientemente Katherine ricordargli che per i Testimoni di Geova ogni atto che potesse richiamare la violenza e le armi da fuoco era severamente vietato.

    "Si tratta di finzione,pura e semplice finzione...è un gioco!"
    Anche se si dimostrava aperto ai suggerimenti,soprattutto se provenivano dalla persona che più adorava al mondo,era fermamente convinto di una cosa: Moonwalker si sarebbe fatto come diceva lui e punto,non se ne parlava di stravolgere le riprese quando era tutto perfetto,non quando erano arrivati così in là con le scene. Il Consiglio avrebbe capito le sue esigenze, sarebbero giunti ad un compromesso,o a mali estremi avrebbe fatto saltar fuori l'espediente giusto, come era già successo per il video di Thriller ed un sacco di altre occasioni. Si risolverà,si risolverà tutto.
    Michael ci teneva, e tanto pure,a Moonwalker certo,ma aveva la stessa premura nell' essere un bravo Testimone di Geova. Non era un fedele così,tanto per dire,come sua sorella Rebbie o suo fratello Tito,lui era rigoroso (quasi in tutto) ligio alle regole (quasi sempre) e più di ogni altra cosa aveva bisogno (un bisogno disperato) di sentirsi parte di una comunità in cui era solo ed esclusivamente un Fratello. Parte di una comunità che sì,condannava l'idolatria quando le sue foto ed i suoi gadget erano oggetto di culto,lo rimproverava sul suo ridicolo e sconveniente modo di ballare e non gli permetteva di prendere parte a tutte quelle divertentissime,normalissime,innocue feste che tanto gli piacevano,ma aveva l'inestimabile pregio di trattarlo e farlo sentire come se fosse la persona più normale della terra. Era di questo che sentiva necessità, e non aveva intenzione di farne a meno,allo stesso modo in cui non aveva intenzione di fare a meno della scena sulla quale fantasticava da settimane ormai,dove avrebbe imbracciato un mitra e crivellato di colpi lo squadrone nemico di Mr. Big.
    Neanche per sogno,ad essere sincero non vedeva l'ora di sentire quel ciak perché sapeva che sarebbe stato un gran divertimento.

    "Madre,non preoccuparti,lasciali venire a controllare come al solito e fidati di me."
    Salutò Katherine con la promessa di chiamarla molto presto per la lettura e la predicazione del sabato e poi riattaccò il telefono.

    "Problemi Mike?"
    Karen,con la borsa da make up già in assetto da guerra attese che Michael si sedesse e gli infilò due grossi tovaglioli di carta tra il collo ed il bavero della camicia, in modo da non sporcare il completo gessato che aveva indosso.

    "Nessuno."
    Rispose sbrigativo,con voce che tradiva appena il nervosismo.
    "Almeno spero. Mia madre è sempre preoccupata,l'ultima volta alla Sala del Regno l'hanno trattenuta per due ore solo per parlare di me e delle mie eccessive libertà."
    "Oggi verranno a vedere?"
    "Verranno domani."
    "Qualcosa di preoccupante?"

    Scosse leggermente la testa, e le parlò della faccenda raccogliendo la solidarietà che si aspettava, senza tuttavia sentirsi compatito per quella fede religiosa che molti definivano troppo restrittiva. Karen era una buona amica da parecchio tempo ormai,una delle poche persone che potesse definire tale anzi,ed il suo pregio maggiore (oltre all'innegabile abilità con il trucco) era che pareva trovare sempre le parole giuste al momento giusto.

    "Fai ciò che senti di dover fare Michael,devi rendere conto solo alla tua coscienza in fondo."
    E a Jerry a Jim e a Colin certo,pensò sorridendo tra sé e sé,che come avevano promesso a Frank lo avrebbero ucciso a mani nude se si fosse azzardato a fare qualche altra modifica alla sceneggiatura.

    "Io ascolto i consigli e so che quelli di mia madre sono i più spassionati di tutti,ma sono io il capitano della nave e so quello che faccio,le scelte che riguardano me dipendono da me,non ti pare giusto?"
    "Assolutamente."

    Annuì Karen.
    "Ah Turkle ricordati..."
    "Il naso,lo so."

    *
    Se c'è una cosa che odio,per cui sono negata e di cui sono del tutto ignorante è la cucina. A me il cibo piace mangiarlo non prepararlo,per quanto mi riguarda i surgelati sono la migliore scoperta dell'uomo dopo il fuoco e la ruota, e non ho mai avuto la minima,minuscola,insignificante voglia -ma che dico voglia, curiosità!- di imparare a mettere nel piatto qualcosa che non sia già tagliato,condito e preferibilmente precotto. Il fantasmagorico regno popolato da pentole e padelle,pieno di mistici bollori e magici intrugli di aromi e salse l'ho sempre e solo osservato da lontano, e solamente fino ai nove anni d'età,quando mia mamma preparava ancora la cena dopo aver aiutato me e Anjelica con i compiti. Poi ho iniziato ad interessarmi ad altro ed è diventato un ricordo...un ricordo tutto fumo e niente arrosto,appunto.
    E mio zio che fa? Mi schiaffa a lavorare in mensa, ovvio. Conoscendolo avrà parlato con sua sorella per congegnare la peggior punizione possibile. Ovviamente ci ha preso in pieno.
    Ora,la situazione è drammatica e quando dico drammatica intendo veramente,veramente brutta.
    Innanzi tutto Janine (la capo cuoca i cui metodi dittatoriali mi fanno sospettare di pregresse esperienze in campo di concentramento) mi odia,seconda cosa uno non può avere la più pallida idea di quanta gente lavori agli Studios prima di aver visto gli enormi calderoni che sono costretta a mescolare per ore intere, e terza cosa credo di aver scoperto di essere allergica alle patate. O forse è solo che le sto pelando da questa mattina alle sette ed ho le mani gonfie,rosse e doloranti a forza di tagliuzzarmi le dita con questo aggeggio malefico.

    Via,un'altra nel cesto,solo 150 per finire. Sono seduta su di uno sgabello nel seminterrato più remoto,buio e puzzolente di muffa di tutte le cucine e sento Janine sbraitare contro qualcuno come al solito. Non riesco a capire bene in verità,forse sta solamente cercando di costringere sedano,cipolle e carote a saltare nel brodo da sole Eins Zwei Drei tutti in fila Ja! Spero solo che non ci aggiunga qualche coscia umana per renderlo più saporito...

    It's the latest, it's the greatest,
    Mashed Patato, ya, ya ,ya

    A Mashed Potato started long time ago
    With a guy named Sloppy Joe,
    You'll find this dance is so cool to do,
    Come on baby, gonna teach it to you.




    Oh no ci risiamo,eccolo di nuovo.
    La canzoncina arriva da una delle vasistas aperte sopra la mia testa.Alzo gli occhi al cielo soffiando forte per tirare indietro un ciuffo di capelli.

    Mashed Potato, feel it in your feet now,
    Mashed Potato, come on get the beat now,
    Baby, come on honey, come on baby.



    Prendo un bel respiro e...
    "Carl,vai a farti fottereeeeeeeeee!"

    Eh sì,siamo già a questo punto,siamo già così dolcemente e romanticamente intimi da mandarci affanculo in massima scioltezza.
    Tre giorni fa ci siamo scoperti anime gemelle dai perfetti sconosciuti che eravamo.
    Due giorni fa,spaventati,ci siamo detti che forse stavamo prendendo un abbaglio,quindi abbiamo cercato tutte le scuse possibili per litigare... e ci siamo riusciti.
    Un giorno fa abbiamo fatto pace.
    Oggi Carl ha deciso di morire di morte violenta sgozzato da un pelapatate.
    And then they dance it through and through,
    They look for records they can do it to,
    They got a dance was outta sight,
    Doin' the lion sleeps tonight.



    "Basta!"
    Sta facendo di tutto per farmi incazzare. Ogni volta che può passa davanti al tugurio in cui sono rinchiusa canticchiando questa canzone stupida ed irritante come una maglietta della salute d'acrilico.


    Mashed Potato, Ya a weem o wep a weem o wep,
    Mashed Potato, ya, ya, ya, ya,
    It's the latest, aw baby,
    It's the greatest, come on honey,
    Ya, ya ya, ya,



    "La sai tutta?"
    "Non te la cantavano quando eri piccola?"
    "Mai."
    "Che infanzia disastrosa,ecco perché sei cresciuta tutta sbagliata bambina,non conosci Mashed Potato!"

    Dopo essersi messo in ginocchio si affaccia dallo spiraglio della finestra giusto in tempo per venir trafitto dalla mia occhiata assetata di sangue.

    "Per fortuna che mi hai incontrato."
    "Tzè!"


    Now everybody is doin' fine,
    They dance alone or in a big boss line,
    And they discovered it's the most, man,
    The day they did it to Please Mr. Postman.



    "Per piacere,sto già soffrendo abbastanza,sei più stonato di un gatto in calore."

    Mashed Potato, ya, ya, ya, ya,



    "Stai mentendo,ieri hai detto che ti piaceva la mia voce."
    "Tu sogni."

    Ridacchia, continuando ad osservare il mio avvilente lavoro.

    "Hai ancora molto?"
    "No,a meno che la signora Adolf non decida di rincarare la dose."
    "Bene,allora se ti muovi e sgusci fuori di qui ho una cosetta da farti fare."
    "Carl..."
    Sbuffo alzandomi in piedi per sgranchire le gambe "Come se non avessi già abbastanza da fare."
    "Sì ma questa ti piacerà."




    Concorre per i 200 metri piani con vassoio Sue Edith Newman.
    Devo muovermi prima che si freddi tutto,sono già dieci minuti in ritardo.
    Vedo la roulotte di Michael in lontananza,ancora non ce l'ho davanti e già sento lo stomaco fare un doppio salto mortale,non è proprio una bella sensazione questa ma...CARL TI AMO. Mi ha ceduto il suo posto per portargli il pranzo. Che tesoro di ragazzo. E dire che non ha fatto altro che sfottermi a morte a causa della mia cotta per Jackson. "Bambina sei proprio una bambina *risata odiosa* diventi tutta rossa quando ne parli!" "Sue,mi hai fatto una testa così a forza di descrivermi "il suo sguardo da infarto" e il suo "sorriso attorciglia budella",basta." "Sue asciugati la bava dalla bocca quando lo vedi passare."
    Non posso farci niente se mi piace così tanto ,e se mi mette addosso questa agitazione favolosa e terribile allo stesso tempo. Mi sento sempre sul punto di svenire quando gli sto vicino e...hey, mi piace. Così come mi piacciono le farfalle allo stomaco,le paresi facciali a forza di sorridere,persino il fatto che mi scappi sempre la pipì dall'emozione.

    Uno,due,tre gradini e....non ho le mani libere,come busso?Ah,con la punta del piede giusto.
    Toc toc toc. Tre colpetti secchi.
    Sento dei passi,la serratura che scatta e...
    *
    "Sue!"
    Non se l'aspettava. Pensava di trovarsi davanti Carl o qualche altro ragazzo della troupe come al solito,e invece ad attendere dietro la porta c'era quel musetto delizioso e tutti quei capelli che oggi parevano più selvaggi e indomiti che mai. Li adorava,una chioma incredibile,una criniera,una nuvola bruna e lucidissima che seguiva ogni movimento continuando a saltellare su e giù pure quando Sue era ormai ferma. Moriva dalla voglia di affondarci le mani e passarseli tra le dita per vedere se fossero vivi come sembrava.

    "Ti ho portato il pranzo..." Si schiarì la voce."Michael."
    Le sorrise spostandosi di lato in modo da farla passare, e un secondo dopo sentì il suo profumo di latte,rosa e...cipolla? Sue si fermò al centro esatto della stanza.

    "Poggialo lì grazie."
    Chiuse la porta alle proprie spalle mentre i piatti e le posate tintinnavano sopra il vassoio. Le guance arrossate,il sorriso incerto,aveva un po' di fiatone ed era bella. Non era carina come aveva pensato qualche giorno prima,era bella e gli faceva correre veloce il sangue nelle vene.

    "Sono contento che tu sia qui,nei giorni scorsi ti ho vista solo di sfuggita."
    Disse prima che lei inciampasse sui suoi stessi piedi.

    "Oh,attenta."
    "No no ecco,tutto apposto."

    La aiutò a poggiare il pranzo sano e salvo sul tavolo, e fu impossibile non notare come avesse sobbalzato quando le loro mani si erano sfiorate.
    "Buon appetito allora..."

    Non che non si fosse accorto della sua cotta per lui. A parte il fatto che quella ragazza pareva incapace di nascondere le proprie emozioni e la cosa sarebbe stata chiara anche a un bambino,c'era da dire che ormai era così abituato a vedere donne di ogni tipo cadergli ai piedi che conosceva piuttosto bene i segnali del loro interesse. In aggiunta,osservatore nato qual'era aveva acquisito con il tempo un largo vantaggio in materia di linguaggio del corpo rispetto alla media maschile,e per questo poteva dire con una sicurezza prossima al 99% di essere nelle grazie di Sue. I sintomi c'erano tutti:
    -Iperventilazione.
    -Guance più incandescenti di un accendisigari.
    -Regressione delle capacità espressive.
    -Propensione esagerata ad inciampare/cadere/far brutte figure in sua presenza.

    La differenza semmai,stava nel fatto che a dispetto delle premesse pareva ben lontana dal cercare di sedurlo. Niente ancheggiamenti,pose provocanti, proposte più o meno indecenti,chiacchiere estenuanti o qualcun'altra delle diavolerie che erano in grado di macchinare le ragazze per avere anche solo un briciolo della sua attenzione.
    Ripensò alle due ore passate al telefono e a tutte le cose che si erano detti. Non tutte tutte, perché sarebbe stato impossibile ricordarle con esattezza, ma a quelle che gli erano rimaste impresse,tipo che si mangiava le unghie,che aveva un piccolo cane (lui le aveva risposto che temeva un po' i cani di piccola taglia,e lei con noncuranza aveva ribattuto che non faceva nulla,"tanto non verrai mai a casa mia" ),che aveva una sorella maggiore a 2000 miglia di distanza,che non sapeva andare in bicicletta ma in skateboard sì,che aveva paura dei clown degli aghi e -era scoppiato a ridere forte a quel punto- dei conigli.
    In tutto questo niente che facesse intuire la volontà concreta di accorciare le distanze,e anche ora che ce l'aveva davanti e parecchio vicino pure, non accennava a fare nulla di tipicamente gattamortesco, tipo fingere di sfiorarlo per caso,togliergli un pelo invisibile dalla giacca,o fargli notare le sue curve con qualche posa da finta ingenua. L'unica cosa che pareva voler fare era uscire di lì.
    E' strana forte.
    E siccome non si capacitava di come potesse essere possibile e allo stesso tempo era intrigato dalla cosa,decise di prendere l'iniziativa per trattenerla e capirne un po' di più.

    "Tu hai già mangiato?"
    Si morse l'interno della guancia per non ridere quando i suoi occhi si spalancarono diventando larghi come piattini.

    "No veramente,ma penso che prenderò qualcosa più tardi."
    "Allora perché non mangi con me."

    Seguì un lungo istante di silenzio.
    La ragazza tirò leggermente su con il naso,tossicchiò,si portò i capelli dietro alle orecchie e mise le mani sui fianchi prima di guardarlo in faccia.

    "Perché quello è il tuo pranzo,è un pranzo per una persona e non ho intenzione di farmi licenziare perché ho sottratto il cibo a Michael Jackson."
    A quel punto non ce la fece a trattenersi e rise,ma piano per non imbarazzarla.

    "Jim è già molto arrabbiato con me. E quando dico molto intendo davvero molto."
    Aggiunse alzando le sopracciglia con enfasi.

    "Forse però dimentichi che Jim,Jerry e anche Colin se è per questo,sono qui perché io devo fare un film. E se dovesse essere necessario ci parlerò di persona. Fammi compagnia,mi dispiace sempre rimandare indietro il vassoio con della roba ancora nel piatto,non sono un gran mangione."
    Michael si sedette sul divanetto color pelle davanti al tavolo e le rivolse uno sguardo dolce,non era tipo da sfruttare o vantarsi del suo status di star per ottenere delle cose,ma in quel caso era per il bene della causa oltre che la semplice verità.

    "Ok."




    Sue rimestò nel piatto del pollo al curry,le dita sottili strette attorno alla forchetta,le unghie piccole coperte da uno smalto rosso ciliegia un po' scrostato.

    "Non ti piace il pollo?"
    Gli chiese mentre ne portava in bocca un boccone.

    "Mi piace,è l'unica carne che mangio a dire il vero,ma proprio per questo non ne posso più,mi rimpinzano sempre di quello,pranzo e cena."
    "Ti ci vorrebbe il KFC,quello è tutta un'altra storia."
    "Il che?"
    "Il Kentucky Fried Chicken,la catena di fast food..."

    Michael scosse la testa e Sue gli restituì uno sguardo interdetto dall'altra parte del tavolo.

    "Mai stato?"
    "Mai."
    "E al Burger King?"
    "Ah,quello una volta l'ho mangiato! Me lo sono fatto portare in hotel."

    Esclamò con entusiasmo. La ragazza gli sorrise incerta, continuando a masticare e poi tornò a guardare il piatto.

    "Dovresti assaggiare il KFC,dovresti proprio."
    Provò un po' di disagio,quella era una delle occasioni in cui non poteva fare a meno di sentirsi innegabilmente diverso, pur trattandosi di una cosa piuttosto insignificante,come non l'essere mai andato ad un fast food. Pensò a quanto fosse ingiusto. Stupido e ingiusto. Poteva viaggiare su aeri privati,prenotare interi piani d'albergo,avere i gioielli più costosi,l'antiquariato più pregiato,le case più belle e non poteva prendere la macchina ed uscire,mangiare ad un fast food appunto,o ordinare una birra ad un pub,o comprarsi un gelato,sedersi su una panchina e guardare le persone,i piccioni,la macchine parcheggiate. Cercò qualcosa da dire per rimediare e sviare l'attenzione, ma Sue lo precedette con un'altra domanda, piantandogli addosso due occhi scintillanti di curiosità.

    "Le riprese invece come vanno?"
    "Bene,abbiamo quasi finito allo studio sei,sai,quello del club."

    Era divertente come dopo i primi minuti di imbarazzo che si riproponeva ogni volta prendesse il via e si dimostrasse facile alla chiacchiera.

    "Uhu"
    "Domani ci sarà l'ultima scena,dovrò...distruggere tutto."
    Un ghigno di eccitazione gli sollevò gli angoli della bocca.

    "Ma perché me lo chiedi? Non stai più sbirciando dai tuoi nascondigli?"
    "Sono segregata nella cucina della mensa da martedì."
    "La cucina della mensa?"
    "Già,vedi quel purè nel piatto? E' anche merito mio,ho sbucciato personalmente le patate per il tuo cuoco."

    Gli parve di distinguere una nota di orgoglio in quella frase,come se pelare le patate fosse qualcosa che necessitasse di particolare impegno, o qualche sorta di maestria.
    Michael si morse il labbro inferiore divertito, e dopo aver preso un sorso d'acqua attaccò di nuovo il purè,ormai freddo,che era rimasto ancora nel piatto.
    "In questo caso renderò onore alla tua abilità a sbucciare patate."
    *
    "Mi hai chiamato zio?"
    Quando faccio capolino nella stanza buia dove mi è stato detto l'avrei trovato lui è seduto insieme a Jerry davanti ad un grande schermo. L'audio è alto e stanno guardando alcune scene,probabilmente quelle della mattina, per il montaggio. Mio zio si alza dalla sedia e si scusa con il collega prima di venire verso di me.

    "Sue,devi andare a ritirare due pacchi di bobine al negozio sulla Lankershim e poi per oggi hai finito."
    Cosa odono le mie orecchie?

    "Ma zio,se lascio la cucina adesso la signora A..Janine mi lincia."
    Lascio andare un lungo sospiro, pensando al fatto che dovrò restare un'altra intera settimana con lei.

    "Non ti devi preoccupare,non dovrai più tornarci in cucina...per il momento."
    "No?!"
    "Mi hai sentito,no."

    Non ho la prontezza di replicare nulla dalla sorpresa ,ma non posso che chiedermi quale angelo del paradiso sia giunto in soccorso mio e delle mie povere dita martoriate.
    "Ora vai,domani mattina ci vediamo alle sette e mezza come al solito."
    E così dicendo richiude la porta ad un centimetro dal mio naso.




    "AHHHHHHHHHHHHHHH"
    Mi aggrappo alla schiena di Carl modello koala appena messo piede fuori dagli Studios. Sono solo le sette di sera e nonostante abbia portato le bobine ben due ore fa ho aspettato che finisse anche lui per uscire insieme.

    "Hey! Hey,scendi piccolo bisonte,non sei mica una piuma."
    Rido e gli stampo un bacio sulla guancia.

    "Il mio adorabile amico stronzo,ma quanto ti voglio bene."
    Gli stringo le braccia al collo e le gambe ai fianchi mentre cerca invano di liberarsi di me.

    "Cos'è tutto questo entusiasmo? Jackson ti ha chiesto di imboccarlo?"
    "Carl non sono più in punizione!"
    "Cosa?E come è possibile?"
    "Che ne so,Jim mi ha detto che domani mattina devo presentarmi da lui alle sette,questo significa che niente più patate da pelare o zucchine da sminuzzare o tutta quella roba mortalmente pallosa..."

    Mi rivolge un'occhiata canzonatoria e un po' delusa allo stesso tempo,forse sperava di rifilarmi Mashed Potato ancora per un po'.

    "Allora che fai questa sera vieni da me? Pizza e rassegna Kubrick?"
    "Pizza e rassegna Kubrick sia,ci vediamo tra un'ora bambina."

    *
    Era tutto il pomeriggio che ci rimuginava sopra. Altri pensieri arrivavano,lo impegnavano per qualche minuto e poi se ne andavano come erano venuti, facendolo arenare di nuovo sul precedente. Si slacciò un altro bottone della camicia per il caldo,buttando sul sedile della limousine il numero di Rolling Stones che stava leggendo. A quanto pareva Prince non stava ottenendo il successo sperato con il suo Lovesexy Tour - Che nome stupido - e la cosa gli dava una certa soddisfazione.
    Forse avrebbe dovuto chiamarla,o forse no,cosa ne sapeva lui in fin dei conti,poteva semplicemente sbagliarsi ed aver preso un grosso granchio,magari non gli interessava poi così tanto,o poteva anche darsi che fosse fidanzata.
    Però gli piaceva.
    Oggi l'aveva trovata più carina del solito, e lasciarla andar via con il vassoio del pranzo vuoto per una volta non era stato facile come aveva pensato.
    Si sciolse la coda e prese a giocherellare con l'elastico per i capelli,era il suo antistress quando era nervoso.
    Un po' come Sue che si strofina le mani sui jeans. Ecco,ci aveva pensato di nuovo.
    Perché non era come tutte le altre ragazze a cui piaceva e che piacevano a lui? Era così comodo,bastava rispondere alle loro proposte,agli inviti. Persino Brooke era stata la prima a chiedergli di ballare quando si erano conosciuti.
    Sue non si era sbottonata nemmeno un po'. Anzi, "Tanto non ci devi mica venire a casa mia!" e giù quella risata squillante. Una ragione in più per odiare i cani.
    Aprì lo sportello di mogano dove erano tenuti i drink ed i bicchieri e prese una delle bottiglie senza nome.
    Quella trasparente con il tappo blu era la Kauffman,quella con il tappo Rosso era il Tanqueray,quello ambrato che sembrava tè era il Jack Daniel's e giù in fondo c'era il Martinique,li riconosceva a memoria senza bisogno di odorarli.
    Si versò due dita di whisky ben ghiacciato e prese a sorseggiarlo lentamente valutando i pro e i contro dell'intera faccenda.
    Pro: prendendo l'iniziativa avrebbe sciolto in maniera definitiva i suoi dubbi sul fatto di piacerle o meno. Contro: Si sarebbe comunque scoperto troppo per i suoi gusti. Pro:Se gli fosse andata bene avrebbe potuto passare del tempo in sua compagnia. Contro: Non aveva comunque idea di come fare a chiederle di passare del tempo insieme.
    Pro: Era proprio carina e se non l'avesse rivista subito ci avrebbe pensato sicuramente per tutta la serata. Contro: Era proprio carina e magari se l'avesse rivista avrebbe potuto pensarla anche troppo dopo la serata.

    Si alzò dal sedile ed avanzò fino a quello adiacente alla cabina guidatore. Bussò con due dita sul vetro oscurato che lo divideva da Bill e Brian,rispettivamente il capo delle guardie e l'autista,e si affacciò tra i due interrompendo una conversazione che da quel poco che aveva capito stava vertendo sui motori.
    "MJ,cosa posso fare per te?"
    Gli chiese il paterno Bill.
    "Amico ascolta,ho bisogno di un consiglio da uomo a uomo."

  9. #19
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    Mashed Potato! :d015: Bello bello!

  10. #20
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