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dqw
  1. #241
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    Grazie ragazze e ragazzi ( :d015: ) sono tornata oggi dal Kenya,domani posto :huglove:

  2. #242
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    Grazie ragazze e ragazzi ( :d015: ) sono tornata oggi dal Kenya,domani posto :huglove:
    Yeee allora bentornata :baciofata:

  3. #243
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    F A L L A G A I N
    (part one)

    Si dondolò nervoso sulla sedia,sorridendo alla segretaria che gli stava versando del tè caldo.
    "Niente zucchero,grazie...." Guardò il nome sulla targhetta appuntata sulla tasca della giacca prima di continuare. "Shana."
    La ragazza bionda abbassò timidamente lo sguardo ed arrossì. Thome, seduto a qualche metro da lui,grugnì picchiettando il bicchiere per farsi servire dell'altro caffè.

    "Possiamo fare tutte le date che vogliamo Michael. Da anni sei in cima alla lista degli artisti più attesi per una rentrèe. Trenta,quaranta,cinquanta concerti persino,ma sono solo numeri,ripeto,puoi fare tutto quello che vuoi. Quando sarà il momento,annunceremo 10 show. Ovviamente si tratterà di una strategia commerciale,meno ne offriamo,più la frenesia per i biglietti e la risposta sarà immediata. E quando arriverà il primo sold out dovremo solo far salire il numero,un po' per volta. "
    Randy Philips gli rivolse un enorme,luccicante sorriso, e in quel momento ingoiare il grosso sorso che aveva in bocca gli parve difficilissimo. Poggiò il bicchiere sul tavolo quindi,e si inumidì le labbra.
    "L'idea è buona. Ma non voglio imbarcarmi in un'impresa impossibile,davvero."
    "Quindi mi confermi che i ricavi dei biglietti sarebbero disponibili a brevissimo termine per finanziare ciò di cui abbiamo già discusso?"
    Thome non lo degnò di attenzione ,Philips annuì.
    "Ovviamente,tutto ciò di cui abbiamo già parlato al telefono."

    Il suo manager gli piaceva sempre di meno,ma allo stesso tempo non era ancora stato capace di chiarire la situazione o prendere posizione e dirgli quello che pensava. Ad essere sinceri, non ci aveva nemmeno provato. In qualche modo avere un T-rex alle spalle era comodo,anche se strideva fastidiosamente con la sua indole abituata a guidare,decidere,indirizzare tutto quello che riguardava la propria vita ed il lavoro. Non avrebbe mai accettato una situazione del genere dieci anni prima,ma adesso era diverso,ora era tutto cambiato,il processo,i problemi finanziari,l'inattività prolungata lo avevano indebolito e reso manipolabile. Soltanto il pensiero di dover risolvere una montagna di problemi da solo gli dava la nausea, e per quanto biasimasse il soggetto,sentiva che appoggiarsi alla prepotenza di un uomo che pareva capace di farsi largo in ogni situazione era comodo. Ancora per un po' almeno,poi riprenderò il comando,devo solo mettermi in forze.

    "Quanti show ha realizzato Prince alla O2 Arena?"
    Approfittò della nuova tazza di caffè del Dr Thome per prendere la parola.
    "Ventuno date Michael,ed è il cantante solista che ne ha fatte di più."
    "Voglio battere il suo record. E voglio registrare il guinnes al termine dell'ultimo concerto."
    Un nuovo sorriso increspò le labbra dell’uomo che aveva davanti,ma fu ancora una volta il suo manager ad attirare l’attenzione ruggendo una risata sgraziata.
    "Andremo ben oltre!” Esclamò intrecciando le mani in grembo con fare compiaciuto,a volte gli ricordava suo padre.
    “Ma dieci date per il lancio mi sembrano perfette,proprio come ha detto Randy."

    Sospirò. Un risultato sicuro almeno lo avrebbe avuto. Era un conforto da poco,ma sapere di poter impugnare qualche primato lo aveva sempre fatto sentire meglio quando aveva paura. E in quel momento ne aveva parecchia. Sarebbe stato sotto i riflettori di nuovo,esposto di nuovo. Più che la fatica,lo impensieriva il fatto che il mondo si sarebbe ricordato di quanto è facile sparare ad un bersaglio quando il bersaglio è grande,grande come era lui.
    Con tutti quegli anni di assenza alle spalle avrebbero potuto distruggerlo quanto osannarlo,non lo sapeva,non sapeva niente. Era passato tanto tempo da quando era stato su un palco per esibirsi,e se dentro di lui qualcosa di irrefrenabile e mai sopito gli diceva che sarebbe stato fantastico calcare ancora le scene, qualcos'altro,più tetro e sotterraneo,gli ricordava che il disastro poteva essere spaventosamente vicino.
    Si sentiva vulnerabile ed era insicuro,quella era la realtà,anche se moriva dalla voglia di rivedere la sua grande famiglia,i suoi fans,anche se voleva dimostrare a tutti,e nondimeno a se stesso,che il Re non era morto.
    Il problema era che non avrebbe mai fatto l'abitudine alla ferocia del mondo. Per quanto fosse bersagliato dai giudizi più disparati da quando era poco più di un bambino,e per quanto quei giudizi fossero stati e continuavano ad essere spesso inclementi quando non letteralmente crudeli,non riusciva proprio a fregarsene. Era troppo sensibile,ed un vaccino per l'eccessiva emotività non l'avevano ancora inventato. La pelle da rinoceronte,la resilienza che aveva sbandierato in più di un'occasione era solo un modo per non dare ulteriore soddisfazione a chi di pietre gliene aveva già tirate a tonnellate. In realtà soffriva e quella crudeltà gratuita lo sbriciolava dentro,rendendogli sempre più difficile sobbarcare il peso di falsità,giudizi, ed etichette accumulate in silenzio negli anni.

    Quel pensiero lo portò irrimediabilmente a pochi giorni prima,quando nascosto nel bagno dell’appartamento di Sue aveva ascoltato una delle conversazioni più umilianti della sua vita.
    Non era stato bello. E nemmeno divertente. Carl era stato duro nei suoi confronti,aveva espresso giudizi forti,lo aveva chiamato PERSECUZIONE e RE DELLE ROGNE,aveva aggiunto un tot di insulti e gli era sembrato che piagnucolasse addirittura,mentre diceva a Sue che Niki aveva speso la paghetta di due interi mesi per comprare tutta la sua discografia.
    Non che il ricordo che aveva di lui brillasse per simpatia,ma tutti quegli anni avevano fatto in modo che ciò che lo riguardava finisse nel dimenticatoio,o comparisse al massimo come una apparentemente inscindibile quanto irrilevante appendice accanto al nome di Sue. Sue,che era stata anche capace di difenderlo quando,tornati soli,era uscito dal suo rifugio forzato e le aveva chiesto una spiegazione ai monosillabi con i quali aveva risposto all'amico per tutto il tempo.
    "Cerca di capirlo. E' arrabbiato e preoccupato. Si stava solo sfogando. Non intendeva davvero offenderti. E' solo molto protettivo nei confronti di chi ama."
    Protettivo un corno. Maleducato sicuramente,e la conseguenza era stata che salutarla non aveva avuto quel gusto dolceamaro degli arrivederci d'amore, ma gli aveva riportato alla mente gli errori della loro storia,ciò che aveva cercato così ostinatamente di dimenticare ed il terrore che quel peso enorme potesse tornare a gravargli addosso proprio adesso che la sua vita aveva bisogno di una grande rincorsa per decollare di nuovo.
    Lì finiva la luce dei loro minuti lontanissimi,arrotolati nel piacere,la magia di un’intimità unica e cominciava il mondo che non era tenero come le sue labbra e profumato come i suoi seni,lì cominciavano i dubbi e l'inquietudine,e l'abitudine allo stare solo lo tirava di nuovo dalla sua parte,suggerendogli che in quel guazzabuglio di sentimenti certo non avrebbe potuto trovare ciò che desiderava,ciò che si illudeva l'avrebbe salvato.

    *


    "Non l'ho visto in questi ultimi giorni,credo che sia impegnato per lavoro,o almeno è quello che ho sentito dire dai bambini."
    "E loro come stanno?"
    "Bene,le lezioni li entusiasmano. Ma voi non vi siete più sentiti?"
    "No."
    Il mio tono è lugubre. Non ho più sue notizie da quando se n'è andato dal mio appartamento,dopo aver ascoltato Carl dare fondo alle sue normalmente scarse qualità di cafone. Michael si è sorbito tutto in silenzio,e dire che quando è uscito dal bagno dentro al quale lo avevo rinchiuso era di pessimo umore sarebbe un pallido eufemismo. Non abbiamo litigato,ma è bastata l'intromissione di un "terzo elemento" perché l’incanto si rompesse e ci riportasse con i piedi per terra,mettendoci di fronte alla realtà,che non è mozzafiato e assolutamente perfetta come quando siamo soli.
    "Che intenzioni hai? Lasciar cadere tutto nel vuoto?"
    "No. Non lo so,sono confusa,sono due notti che continuo a girarmi nel letto e non dormo. Un minuto penso al passato,non posso dimenticarlo...quello dopo a come sia capace di...di...ecco vedi,non riesco nemmeno a dirlo."
    C'è un momento di silenzio all'altro capo.
    "Parli del sesso con lui?"
    "No. Cioè quello è fantastico,ma non si tratta di questo. Derek non so come dirtelo,Michael è capace di mettermi il cuore al posto dello stomaco,i polmoni al posto del fegato,il pancreas su,la milza giù,ogni cosa sottosopra,è più forte di me...immensamente più forte di me."
    "Sue...ancora così? Ti ho detto che devi ragionare."
    "Lo so...vorrei poter fare qualcosa ma non so da dove cominciare. E poi..."

    Mi tocca prendere un bel respiro per dirlo.
    "Lui mi ama."
    "Ne sei sicura?"
    "Sì purtroppo. Sicurissima... Capisci che vuol dire?"
    "La cosa ti mette in crisi?"
    "Derek sì cazzo…mi ama,non ha mai smesso di farlo,almeno credo ed io..."
    "E tu?"
    "Mi ha detto che vuole fare quello che non è riuscito a fare prima,aggiustare le cose...solo che non mi ha più cercata!"
    "E tu non hai cercato lui."

    "Ci sto provando in questo momento a dire il vero...lo sto facendo."
    "Bene. E allora messa di fronte alle sue presunte buone intenzioni vuoi recuperare qualcosa? Te la senti di rischiare ancora?"
    Quella sua domanda mi fa aggrottare le sopracciglia e una risatina isterica mi sale la gola.
    "Beh,rischiare cosa in fondo? Derek dopo quello che ho passato credo di avere la scorza dura. Cioè,non è questo il punto..."
    "Quindi è un sì..."
    "No!"
    "Allora è un no..."
    "Umh...non proprio,non posso nemmeno fare finta di nulla..."

    Ma in quel momento il rumore di passi lungo il corridoio mi mette in allarme.
    "Senti adesso ti devo salutare,tanto ci vediamo dopo,ok?"

    Faccio giusto in tempo a riattaccare che Carl,spalancando la porta dell’ufficio,compare alle mie spalle con una tazza di caffè fumante in mano. Sono le otto meno dieci e so perfettamente che a quest'ora dovrei già essere alla mia postazione,pronta per una nuova snervante giornata di lavoro. Non riesco a concentrarmi nemmeno su ciò che amo da quando lui è tornato nella mia vita.
    "Che stai facendo? Dobbiamo cominciare."
    "Un attimo,arrivo. Vieni qui ad aiutarmi."

    Cerco di sviare l'attenzione dal visorino del cellulare ancora acceso indicandogli lo schermo del laptop.
    "Facebook?"
    Chiede sorpreso.
    "Mi voglio iscrivere."
    "Ma non eri quella contraria?”
    “Che vuoi che ti dica,sento il bisogno di una svolta Sue 2.0”
    “Ah.” Sembra perplesso per un attimo.
    “ Beh comunque è facile,devi solo immettere i tuoi dati e creare il profilo."
    Si china spingendomi leggermente a lato per impossessarsi della tastiera.
    "Nome: B a m b i n a. Cognome: B a m b o c c i a,fatto."
    "Eddai cretino!"
    Lo spingo via ridendo,Carl si massaggia la spalla e riprende di nuovo la sua tazza.
    "Come mai questo improvviso interesse?"
    Istantaneamente le mie orecchie prendono fuoco,ma il suo tono sembra leggero,e forse la domanda non ha sottintesi.
    "Me l'ha chiesto Niki."
    Rispondo prontamente. Il che è anche vero,pure se,ovvio,non è questa la ragione per cui lo faccio proprio adesso. Ho bisogno di Facebook perché di nuovo ci siamo lasciati come due cretini,senza un numero di telefono o un recapito sicuro per contattarci,e visto che ormai sto scoppiando e non ho intenzione di aspettare che mi piombi a casa all'improvviso (sempre che abbia intenzione di farlo di nuovo poi) ho deciso di provare così.
    "Muoviti allora,ti aspetto di là tra cinque minuti. Oh,non dimenticarti di aggiungermi tra gli amici,mi raccomando."

    *


    I bambini erano tutti andati a letto. Nonostante fosse tornato quando già dormivano,si era premurato di entrare nelle loro stanze e sussurrare a ciascuno un Ti voglio bene,assieme ad una carezza sulla testa. Lo faceva tutte le volte perché come ripeteva sempre "Non possiamo sapere quanto tempo ci resta accanto a chi amiamo,quindi è meglio manifestare il nostro affetto ad ogni occasione".
    Era stanco,veramente stanco ed aveva l'impressione che le sue ossa scricchiolassero ad ogni movimento come quelle di un ottantenne. Dio,cosa sarebbe accaduto quando avrebbe dovuto ballare di nuovo?
    Afflitto da quel pensiero si sedette nello studio della suite e diede un'occhiata al contratto che gli aveva lasciato Philips. O per lo meno ci provò. Le lettere gli galleggiavano davanti agli occhi senza che riuscisse a dargli veramente un significato,persino tenere gli occhi fissi sul foglio pareva faticoso,o forse la sua mente si rifiutava di prestare attenzione a qualcosa che sostanzialmente temeva. Sapeva che la cosa più giusta da fare sarebbe stato concentrarsi con più decisione,spulciare riga per riga,punto per punto,chiamare John magari per farsi aiutare con le parti prettamente tecniche. Avrebbe dovuto certo,ma non riusciva,quindi ben presto buttò i fogli sulla scrivania ed accese il computer. Pensare ad altro gli avrebbe almeno allentato l’ansia. Passò venti minuti surfando il web alla rinfusa,mail,aste on line,qualche video su youtube ed un paio di forum a lui dedicati prima di aprire sovrappensiero la pagina di Facebook.

    RICHIESTA DI AMICIZIA da Sue Edith Newman.



    Il suo cuore fece un paio di capriole. Si era fatta viva,quindi forse non era l'unico a sentire la mancanza. Accettò con il sorriso sulle labbra e subito controllò il suo profilo. Non aveva messo molte informazioni a parte una foto che la ritraeva insieme a Carl e Derek sul ponte di quella che aveva tutta l'aria di essere una nave da crociera. Sorrideva ed era bellissima,e l’urgenza di rivederla al più presto scavalcò all'istante i pensieri angosciosi che gli assediavano il cervello. Notò in quell'istante l'unico post che aveva nella bacheca del suo profilo nuovissimo.

    Daddy should really come home...


    *


    Quando vedo comparire l'avviso che Peter Madani ha accettato la mia richiesta di amicizia il cuore cerca di uscirmi dal petto all'istante.

    Hey

    Hey ciao...

    Benvenuta tra i miei amici.

    Grazie. In realtà mi sento un po' idiota a scriverti qui...è strano.

    Avrei dovuto lasciarti il numero. Ma io non ho un mio cellulare al momento. In realtà non ne ho mai avuto uno...ti immagini che incubo?

    Michael adesso che si fa?

    Ci vediamo? Io voglio vederti.

    Io anche,cioè,credo che sia il caso.

    E allora smettiamola di fare i bambini Sue e nasconderci dietro un dito. Affrontiamo la cosa,vuoi? Con serietà e un po’ di serenità,possibilmente.

    Credo che non se ne possa fare a meno.

    E stavo pensando...se non è troppo...

    Cosa?

    Ti va di venire qui per una festa di Halloween? Potremmo anche uscire e fare un po' di Dolcetto o Scherzetto.

    Stai scherzando...

    Sue dimmi di sì,e porta Niki se puoi,avrei piacere di conoscerla,e allo stesso modo sarebbero contenti anche Prince,Paris e Blanket,ci saranno altri bambini. Avremo tempo per stare insieme in questo modo. La mia agenda è piena almeno fino alla fine del mese.

    Non lo so,io...e poi dovrei parlarne con Derek,e Carl.

    Carl. E' il tuo tutore?

    E' il padre di Niki!

    Allora vieni solo tu.

    No no...non lo so,ora vedo quello che posso fare Michael. Tu fammi un favore però,segnati il mio numero e chiamami subito,ho bisogno di un recapito sicuro dove trovarti.

    Ok. Grazie Sue. Carina la canzone comunque.............

    Togli tutti quei puntini scemo.

    Ahaha zucchero non vedo l'ora di rivederti,posso dirlo?

    L'hai già detto.

    E tu cosa ne pensi?

    Del fatto che fai domande inutili?

    Smettila,sai di cosa parlo.

    Ok ok...penso che sono contenta...

    Sei contenta che io non veda l'ora?

    Sì.

    Grazie...

    ...Prego.

    Ti amo. E ci vediamo presto anzi,prestissimo.



  4. #244
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    Chattano su Facebook :muttley:
    Ma che teeeneri :d015:

    "Il mondo si sarebbe ricordato di quanto è facile sparare ad un bersaglio quando il bersaglio è grande, grande come era lui."

  5. #245
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    In Kenya è andata benissimo Serena,grazie =) è un paese meraviglioso,ma ancora più bella è la sua gente.

    Grazie dei vostri commenti <3

  6. #246
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    Contenta perchè iniziamo a parlare cosa che tanto tempo fa non facevamo.

  7. #247
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    Le chattate di questi due su fb sono proprio imperdibili! :love1: Io li amo incommensurabilmente :love1::love1:

  8. #248
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    Attenderò il prossimo

  9. #249
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    bellissima complimenti ! continua presto

  10. #250
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    Ciao, volevo chiederti dato che stavo seguendo qui la Fanfiction di Aprhodite era stata cancellata per favore fammi Iscrivermi al tuo come aveva fatto Cloude perchè qui non mi trovo bene e anche per leggere la suddetta e anche leggere la tua e l'altro motivo è il seguente Messaggio di un'Utente dice: Certo che mi spiace, dato che sei appassionata lettrice, le faccine erano collegate alla frase prima, la tua è questa, per me significa mi dispiace.

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