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    - La mia visita a Neverland e la telefonata con M.Jackson che non dimenticherò mai -

    Poco dopo aver appreso della morte di Michael Jackson, lo scrittore statunitense Paul Theroux ha pubblicato un lungo articolo sul quotidiano britannico "TheTelegraph", in cui ha raccontato la memoria di una visita a Neverland e una breve telefonata con il Re del Pop.

    Grazia28
    Buona lettura.


    - La mia visita a Neverland e la
    telefonata con Michael Jackson che non dimenticherò mai -
    di Paul Theroux



    - Pubblicato il 27 giugno2009 -

    Oggi nelle notizie, oh mio Dio, ho appreso che Michael Jackson ha avuto un attacco di cuore ed è deceduto a causa di un arresto cardiaco all'età di cinquanta anni a Los Angeles. Mi sono subito ricordato una lunga conversazione che ebbi con lui alle quattro del mattino, e il mio viaggio a Neverland. In principio ci fu la visita, la conversazione ebbe luogo qualche settimana più tardi per telefono.

    Neverland, una città in miniatura, un luogo "selvaggio" di giostre, case di bambole, animali nello zoo e uno splendido giardino, si estende dietro un incredibile ingresso che dà su una piccola strada laterale nelle zone rurali a nord di Santa Barbara. Curiosando in giro, vidi appeso sul muro della stazione di sentinella, una serie di facce strane, essendo alcune fotografie degli archivi della polizia, tutti erano visitatori indesiderati, con nomi e intestazioni ad esempio: "Crede di essere sposata con il Sig. Jackson, "e "Potrebbe essere armato", e ancora "Si sta aggirando vicino al cancello".



    Una strada fiancheggiata da statue di bronzo a grandezza naturale di bambini che giocano e animali, conduceva al lago artificiale e un binario a scartamento ridotto portava direttamente alla casa di Michael. Neverland occupava una valle di circa 1200 ettari, ma solo una piccola parte del ranch era riservata a essere abitata: una casa principale con finestre di legno dai vetri suddivisi da listelli, il tetto ricoperto di tegole scure, e una dependance di tre stanze riservata agli ospiti. Gli edifici rimanenti erano assegnati al capolinea della stazione ferroviaria "Katherine" (così chiamata in onore della madre di Jackson), alla sede centrale della formidabile sicurezza, il parco divertimenti con varie attrazioni, un cinema (con camere speciali al posto dei palchi) e luoghi quasi indefinibili, una con grandi tende come in un accampamento indiano.



    - La casa di Michael -

    Lo zoo con gli animali selvatici si estendeva per molti ettari: le giraffe erano comprensibilmente vivaci; in un altro recinto, ondeggiava sulle sue grosse zampe, Gypsy, un elefante di cinque tonnellate dal temperamento estroso che Elizabeth Taylor aveva offerto in regalo a Michael. L'elefante sembrava colpito dalla furia che accompagna il musth (Nota:stato di aggressività legata alla secrezione di frontalini da parte dell'animale, che si presenta periodicamente). "State lontano da lui", mi avvertì il custode.



    - L'elefante Gypsy -

    In un recinto per rettili, con le rane che ricordano il disco per giocare a frisbee e pitoni obesi, un cobra e un serpente a sonagli avevano mostrato i loro denti velenosi, come se cercassero di mordermi. Il lama sputò verso di me, come fanno tutti i lama...ma anche nel santuario delle scimmie, "AJ", un grosso scimpanzé dal pelo irto, mi sputò in faccia, e Patrick, l'orango, cercò di torcermi la mano. "Non si avvicini neanche a lui!".



    Nella parte più ampia della vallata, le giostre erano in funzione,scintillando e diffondendo della musica ...ma erano vuote: il Sea Dragon, l'autoscontro di Neverland, la giostra con i cavalli di legno trasmetteva una canzone di Michael, Childhood ("Hai visto la mia infanzia?"). La musica proveniva anche dai prati e dai giardini; gli altoparlanti erano stati mascherati con grandi rocce grigie, riproducendo la melodia che invadeva la valle con musica infinita di sottofondo, soffocata dal cinguettio degli uccelli selvatici. In mezzo a tutto ciò, uno schermo Jumbotron dalla dimensione di quello di un teatro all'aperto. Trasmetteva un cartone animato, due strane creature dall'aspetto bizzarro starnazzavano miseramente l'uno in faccia all'altro. Faceva da cornice il cielo luminoso al crepuscolo californiano, senza un'anima in giro.



    Più tardi quel giorno, con Elizabeth Taylor, salimmo a bordo di un elicottero.Ero a Neverland per intervistarla - e sorvolammo la valle. Non per niente, molti hanno criticato la voce di Miss Taylor - la potevo sentire chiaramente, nonostante il rumore dell'elicottero. Con il suo tono fanciullesco, supplichevole, e penetrante attraverso i forti yak yak yak delle pale del rotore in titanio, stringeva il suo cane di razza maltese "Sugar", e gridò: "Paolo, dite al pilota di fare un altro giro, cosicché possiamo visitare l'intero ranch!".

    La sua voce ha rapidamente raggiunto il pilota, senza nemmeno la necessità di trasmettere il suo messaggio, nonostante il pilota avesse gli orecchi coperti dalle cuffie. Il pilota sollevò abbastanza in alto l'elicottero e Neverland sembrava simile a un giocattolo al tramonto color pesca chiaro.

    "Quello è il gazebo, dove mi sono sposata con Larry (Fortenski, suo settimo marito) ", spiegò Elizabeth, con sarcasmo scuotendo la testa. "Sugar" sbatté le palpebre dietro la bianca frangia curatissima, che somigliava un po' ai capelli bianchi di Elisabeth. "Bella, questa è la stazione della ferrovia. E là, Michael ed io facciamo il picnic", e indicò alcuni alberi sulla scogliera. "Possiamo fare ancora un altro giro? "

    Neverland Valley lentamente si trasformòsotto di noi, le ombre si allungavano al bagliore rosadorato del solesbiaditonel cielo.

    Anche se non pioveva da qualche mese, gli acri di prato irrigati attraverso un sistema d'irrigatori sotterranei erano di un bel verde intenso. Qua e là, come soldatini, gli addetti alla sicurezza in uniforme pattugliavano a piedi o su golf - car, alcuni stavano in piedi di guardia, perchè Neverland era anche una fortezza.


    "Per chi è quella stazione ferroviaria?"- Chiesi.

    "Per i bambini malati".
    "E queste giostre?"

    "Per i bambini malati".

    "Guarda quelle tende…"- Nascoste dietro gli alberi, era la prima volta che vedevo i grandi teepee.

    "Il villaggio indiano. I bambini malati adorano questo posto".


    Da quest'altezza, potevo vedere che questa valle cercava faticosamente di catturare le gioie dell'infanzia, riempita di statue ancora più numerose di quanto avessi percepito da terra. Proseguendo lungo i sentieri coperti di ghiaia e i percorsi riservati ai golf - car, si trovavano affascinanti bronzetti che rappresentavano suonatori di flauto, file di bambini sorridenti e gioiosi, gruppi di bambini mano nella mano, alcune con banjo, altri con canne da pesca. E al centro del viale circolare di fronte alla casa di Michael si profilava Mercurio,una statua in bronzo di grandi dimensioni, alta 9 m (dio del commercio e dei commercianti) con il suo elmo caduceo e alato, in equilibrio sulla punta dei piedi. Gli ultimi raggi di sole si attardavano sulle grandi natiche di bronzo, dando al suo sedere l'apparenza di un muffin imburrato
    .







    La casa a Neverland era piena di quadri, molti dei quali erano dei ritratti in pose eroiche di Michael a grandezza naturale, vestito con costumi d'epoca dettagliati nei minimi particolari: corazza, spada, collare pieghettato, corona. I dipinti rimanenti erano esempi d'iconografia un poco ossessiva: immagini di Elizabeth Taylor, Diana Ross, Marilyn Monroe e Charlie Chaplin, così come Topolino e Peter Pan, che ha cercato di ritrarre nel corso degli anni.

    "Quindi, vuoi dire.. tu sei Wendy, e Michael è Peter Pan"- Più tardi, chiesi a Elizabeth Taylor.


    "Sì, sì. C'è una sorta di magia tra di noi".


    La loro amicizia era iniziata quando, inaspettatamente, Michael offrì un suo biglietto per uno dei suoi concerti nel periodo di Thriller, lei ne aveva richiesti quattordici di biglietti. Ma i posti erano in una zona VIP chiusa da vetrate, talmente lontano dalla scena "che era come se si guardasse il concerto in tv". Invece di rimanere, se ne andò organizzando una festa a casa di lei.


    Dopo aver appreso che aveva lasciato il concerto così presto, Michael l'ha chiamata il giorno dopo scusandosi in lacrime per i posti disagiati. Rimasero al telefono e parlarono insieme per due ore. Poi hanno continuato a sentirsi ogni giorno. Le settimane passavano, e le chiamate continuavano. Col passare dei mesi: "Abbiamo avuto modo di conoscerci al telefono per tre mesi".

    E poi un giorno, Michael le propose di farle una visita. Elisabeth accettò. Michael le chiese: "Posso portare il mio scimpanzé?" Rispose: "Certo, adoro gli animali". Michael arrivò dando la mano al suo scimpanzé Bubbles.

    "Da allora siamo inseparabili"- ha detto Elizabeth.


    "Vedi di frequente Michael?"


    "Più di quanto si potrebbe immaginare. Più di quanto immagino io stessa", rispose. Indossando travestimenti sono andati al cinema di Los Angeles, sedevano in fondo alla sala tenendosi la mano. Lei mi anticipò con la sua risposta alla domanda che ho solo avuto il coraggio di pensare. "Io lo amo. C'è qualcosa di vulnerabile che lo rende così caro al mio cuore. Siamo così felici insieme. Dobbiamo solo divertirci ".


    O piuttosto, giocare interpretando un ruolo: il ruolo di Wendy, e di Peter. Nella sala della sua casa pende un grande ritratto di Michael Jackson con la didascalia: "Al mio grande amore, Elisabeth. Ti amerò per sempre, Michael".

    Le donò una borsetta a forma di elefante. Il dottor Arnie Klein, il suo dermatologo, mi mostrò una fotografia di anniversario scattata a Las Vegasdove Michael aveva l'aspetto molto pallido, mentre presenta il regalo di compleanno a Elisabeth: una borsetta a forma di elefante, della dimensione di un pallone da calcio, adorno di gioielli.


    Ciò che era iniziato come un'amicizia si è gradualmente trasformata in un'altra cosa: Elisabeth era in sostanza il suo unico difensore.

    "E che cosa ne pensi di ..." e finii con la parola "eccentricità" - " Ti dà fastidio?"

    "E' - è magia. E credo che gli uomini dotati di genialità devono possedere questa caratteristica in se stessi".


    Nella sua mente non c'è un grammo, non la minima negatività di ciò che si chiama Jacko. "E' una delle persone più amorevoli, meravigliose e sincere che io abbia mai amato. Lui è una parte del mio cuore. E ognuno di noi farebbe qualsiasi cosa per l'altro ".


    Lui, Peter Pan è stato ricco e famoso fin dall'infanzia, ha sostenuto finanziariamente i genitori dall'età di nove anni. Ha detto che era molto facile identificarsi con Michael, che anche lui era stato un bambino stella e privato della sua infanzia, così come sottoposto a gravi abusi del padre. A Neverland c'era una locomotiva a vapore dal nome" Katherine ", e "Katherine Street" ma non "Joseph Street", nulla che menzionasse il nome di suo padre.
    "Parlerà con te, se gli chiedo di farlo" - così disse Elizabeth.


    ***
    E, grazie a questa intercessione, Michael mi chiamò alle quattro del mattino. Senza un intermediario per dirmi "Mr. Jackson è in linea". A quel tempo i titoli dei tabloid erano"Jacko è vicino al suicidio" e "Jacko in manicomio", per non parlare di un giornale che aveva rievocato il suo soggiorno in Sud Africa: "Wacko Jacko, il Re del Pop ha fatto del paracadute ascensionale con un ragazzo di 13 anni. "In realtà, a quel tempo, si trovava a NewYork, dove registrava un nuovo album. E in Sud Africa c'era stato circa dieci anni prima.

    Il mio telefono squillò e sentii: "Sono Michael Jackson". La voce era un soffio, chiara e infantile, eppure terribilmente energica e disponibile, non la voce di un uomo di 40 anni. In contrasto con questa voce dal suono ritmato, la sua essenza era più densa come un bambino cieco che vi dà delle indicazioni esplicite nell'oscurità.

    "Come descriveresti Elizabeth?"- Gli chiesi.

    "E' una calda e dolce coperta che amo e che mi copre di coccole. Posso confidare in lei e mi fido di lei. Nel mio mestiere, non ci si può fidare di nessuno".

    "Perché?"


    "Perché tu non sai chi è tuo amico e chi nemico. Perché sei così popolare che ci sono molte persone intorno a te. Sei anche molto isolato, troppo. Quando si diventa famosi, diventi un prigioniero. Non puoi fare cose normali. Le persone sono
    sempre lì a guardare quello che fai".


    "E tu hai avuto un'esperienza simile?"


    "Sì, molte volte. Vogliono vedere quello che leggi, ciò che si acquista. Vogliono sapere tutto. I paparazzi sono sempre pronti. Invadono la mia vita personale. Deformano la realtà. E' il mio incubo. Elisabeth è una persona che mi ama. Mi ama veramente".


    "Nella conversazione le suggerii l'idea, che lei era Wendye tu Peter".

    "Ma Elisabeth per me è anche una madre ... e altro ancora. E' la mia amica. E' Madre Teresa, la principessa Diana è la Regina d'Inghilterra e Wendy. Organizziamo meravigliosi pic-nic. E' straordinario stare con lei. Posso davvero rilassarmi con lei, perché abbiamo vissuto la stessa vita e siamo passati attraverso a circostanze analoghe. "

    "Come vale a dire?"

    "La grande tragedia dei bambini prodigio. Ci piacciono le stesse cose. Circhi, parchi di divertimento, gli animali. E poi abbiamo anche condiviso la stessa fama e l'isolamento.


    Ciò conduce le persone a farecose strane. Molte celebrità si sono avvelenate a causa di esso - che non riuscivano a gestirlo. Dopo un concerto, l'adrenalina è allo zenit dell'universo, non si può dormire. Sono le due del mattino ma tu sei completamente sveglio. Dopo il concerto, sei pieno di emozione".

    "Come si fa a gestire tutto ciò?"

    "Guardo cartoni animati. Adoro i cartoni animati. Gioco ai videogiochi. Talvolta leggo".

    "Vuoi dire che leggi i libri?"

    "Sì. Mi piace leggere le storie e un po' di tutto".

    "Un autore in particolare?"

    "Somerset Maugham", risponde immediatamente, e poi una breve pausa prima di ogni nome: "Whitman Hemingway Twain..."

    "E per quanto riguarda i videogiochi?"


    "Mi piace X-Men, il flipper, Jurassic Park. I giochi di arti marziali come Mortal Kombat".

    "Ho giocato con alcuni di essi a Neverland," disse. "Ce ne era uno semplicemente incredibile, chiamato Buster Bestia".

    "Oh sì, è fantastico. Scelgo ogni gioco personalmente. Ma questo è forse un po' troppo violento. In generale, ne porto alcuni con me in tour".

    "Come è possibile tutto questo? Dopo tutto, questi giocattoli sono piuttosto grandi, non è vero?"

    "Oh, viaggiamo con due aerei cargo".

    "Hai scritto qualche canzone pensando a Elizabeth?"

    "Childhood".


    "Qui nel punto della linea 'Qualcuno ha vistola mia infanzia' ?"

    "Sì, ciò fa ..." e lui recita dolcemente "Prima di giudicarmi, cercate di…" prima di cantare il resto.

    "Non è il brano diffuso dalla giostra a Neverland?"

    "Sì! sì,"- ha risposto, ispirato".

    Poi parlò della sua infanzia, che lui, come Elisabeth, da bambino star sosteneva finanziariamente la sua famiglia.

    "Come bambino ho aiutato la mia famiglia. Mio padre prendeva i soldi. Una parte era accantonata per me, ma la maggior parte andava per le esigenze familiari. Lavoravo sempre".

    "Quindi non hai avuto un infanzia e poi ... l'hai persa per sempre. Se tu potessi cambiare il passato, cosa faresti?"


    "Nonostante abbia perso molto, non cambierei niente".


    "Ho sentito i tuoi figli dietro di te." Era chiaramente udibile, come il suono prodotto dall'acqua che scorre in un sifone. "Se vogliono diventare artisti e vivere la vita che hai condotto, che cosa gli direste?"

    "Possono fare ciò che vogliono. Se scelgono questa strada, va bene".

    "Come li educhi, l'educazione sarà diversa da quella che hanno dato a te".

    "Con grande gioia. Più
    amore".

    "Elisabeth dice che prova dolore se guarda al suo passato. E' difficile anche per te ?"

    "No, non se si tratta di una visione d'insieme della mia vita, ma solo alcuni singoli momenti".


    L'espressione che usò, una forma indiretta di qualche libro, divenne per me una scoperta. Un'altra sorpresa di Michael Jackson. Mi costrinse a una pausa dopo le sue parole "avvelenati" e "allo zenit dell'universo". Allora gli dissi: "Non sono sicuro di aver compreso bene. Quando dici 'visione d'insieme'".

    "Per esempio, l'infanzia. Posso guardarla. L'arco della mia infanzia nel suo complesso".

    "Ma ci devono essere stati momenti della tua infanzia in cui ti sei sentito particolarmente vulnerabile. Hai provato questa sensazione? Elisabeth mi ha detto che sentiva di appartenere agli Studi".


    "A volte, nel cuore della notte, si doveva uscire - alle tre del mattino siamo andati ad esibirci ad uno spettacolo. Mio padre ci costringeva. Ci faceva alzare dal letto. Avevo sette o otto anni. Alcuni dei nostri concerti si tenevano nei club... o nelle feste private. E' stato a Chicago, New York, Indiana, Philadelphia, e così via in tutto il paese. Dormivo ed ad un tratto sentivo urlare mio padre: 'Alzati! E' ora dello spettacolo!"

    "Ma quando eri sul palco, sentivi una forma di eccitazione?"

    "Sì. Mi piace stare sul palco. Amavo esibirmi".

    "E per quanto riguarda l'altra faccia del
    business? Ti sentivi a disagio quando qualcuno veniva da te dopo lo spettacolo?"


    "Non mi piace. Non mi è mai piaciuto questo genere di contatto con la gente. Ancora adesso, dopo un concerto, detesto incontrare delle persone. Sono timido mi mette a disagio, non so cosa dire in questa situazione".

    "Ma hai accordato un'intervista con Oprah, giusto?"

    "Con Oprah è stato piuttosto difficile. L'intervista era trasmessa alla televisione. Ma la TV non è il mio campo. So che tutti guardano e giudicano. E' così difficile".

    "E' quella sensazione di stare come sotto una lente di ingrandimento, è un sentimento recente?"

    "No"- rispose con fermezza. "L'ho sempre provata".

    "Anche quando avevi sette o otto anni?"

    "Sì, non mi piace farlo".


    "Credo che il modo di parlare con Elisabeth per due o tre mesi al telefono è stato il l'approccio perfetto per fare conoscenza. O fare ciò che facciamo in questo momento".

    "Sì".

    Quando Michael usò il termine "infanzia perduta" mi ricordai una citazione di George William Russell: "
    Gesù fu tradito da Giuda in una infanzia perduta" e alla fine sentii -"Wow!" - all'altra estremità. Mi chiese di spiegare cosa significasse, e quando lo feci, mi esortò a dirgli di più. Qual era l'infanzia di Giuda? Che cosa esattamente era successo? Dove aveva vissuto? Chi aveva incontrato?

    Gli spiegai che Giuda aveva i capelli rossi e che era il tesoriere degli Apostoli, che forse era stato un Sicarii (membro del gruppo radicale ebreo), e che molto probabilmente non era morto per impiccagione ma il suo corpo era stato fatto "esplodere" in un modo che tutte le sue interiora fossero sparse ovunque.


    Altri 20 minuti di apocrifi sul testo della Bibbia con Michael Jackson, sull'infanzia perduta di Giuda e poi di nuovo un sussurro: "Wow!".


    FINE


    Fonte: My trip to Neverland, and the call from Michael Jackson I'll never forget, by Paul Theroux - Telegraph

    Traduzione di: Grazia28 per mjjforum.it
    Per favore, non utilizzare questa traduzione in un altro sito Web, metti un link diretto a questo post. Grazie.






  2. #2
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    wow,grazie

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    BELLISSIMA INTERVISTA. DAVVERO!
    GRAZIE

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    Questa testimonianza è veramente meraviglisa!!! Grazie mille!!!!

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