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03-23-2011 08:18 AM #1
"Michael Jackson Before He Was King" - by Todd Gray (2009)
MJJForum.it, con l'intento di offrire ai suoi utenti un servizio sempre più facilmente fruibile, ha reso maggiormente visibile con le sottosezioni "Libri" e "Riviste" le pubblicazioni dedicate a Michael Jackson.Una sorta di biblioteca, dove sugli scaffali troverete le migliori letture su Michael.
Auguro a tutti una piacevole consultazione.
Grazia28
MICHAEL JACKSONBEFORE HE WAS KING

Commento al Libro
"Michael Jackson Before He Was King" di Todd Gray è un omaggio a Michael Jackson, compreso come essere umano e icona pop. Due immagini che hanno convissuto in simbiosi nell'anima di Michael in modo inscindibile l'una dall'altra. Todd che aveva fotografato Michael anni prima, che lui diventasse il suo fotografo personale, era anche amico, e per questo è in grado di presentare uno spaccato unico del Re del Pop attraverso un ritratto sincero.
Gray asserisce: "Mi rendo conto adesso che c'era qualcosa di sfuggente in lui, d'irraggiungibile". Nonostante questa barriera, riuscì a conquistare la fiducia di Michael semplicemente "parlando poco", rispettando il suo riserbo. Preferì l'arte della macchina fotografica alle parole per catturare l'essenza dell'emozione unica e irripetibile di un attimo, impressionandola per sempre in una immagine. Molti anni più tardi Michael confesserà che questo fu il periodo più felice della sua vita: "Ha significato molto per me, il mondo sembrava essere sensibile, mi amava".
Il reportage fotografico, che abbraccia l'intervallo dal 1974 al 1984, fluisce sotto gli occhi dell'osservatore come una melodia sonora. Ogni ritratto esclusivo è una nota musicale collocata sul pentagramma facendone un'opera armoniosa, in cui emerge Michael, "coinvolgente, affascinante, giovanile persona era prima che le richieste insaziabili della sua celebrità straordinaria lo consumassero così profondamente".
Efficace lo scatto fotografico del primo incontro faccia a faccia tra Todd e Michael, avvenuto nello studio Record Plant a Hollywood nel 1974. Michael allievo adolescente, con uno sguardo incuriosito apprende direttamente sul campo l'arte dal maestro Stevie Wonder, impegnato alla consolle di mixaggio.
Seguono molte immagini con i Jackson5 durante i concerti "Destiny" e "Triumph" in cui cattura la spettacolarità dell'esibizione live, l'armonia del movimento del corpo, la passione e l'energia che Michael irradia in una performance. Nel backstage coglie l'intimità di un dialogo con i fratelli, l'imbarazzo dopo aver baciato una fan o la commozione per una ripresa insieme a una celebrità.
Negli scatti con i Jackson5 in evidenza, contrasta lo stile molto diverso tra i fratelli e Michael. Mentre loro si presentano appariscenti, Michael emana una speciale magia attraverso il suo abbigliamento distinto e sobrio.
Tra le varie immagini si contrappone il servizio fotografico nella sua casa di Encino, California. L'effetto cromatico della luce pone l'accento, sulla tranquillità, la semplicità dell'ambiente in cui Michael preferiva immergersi nei suoi momenti di privacy rivelando anche il suo lato interiore pieno di sentimento.
Gli ultimi scatti di Gray si compiranno sul set del video di "Beat It". Non passa certo inosservato lo scatto fotografico dal taglio prospettico inquietante dei membri della banda Crips and Bloods voluta da Michael come comparsa nel video di "Beat It". Il libro termina con la foto di Michael in giacca di pelle rossa. Gray spiega che dopo il video di "Beat It", improvvisamente cambiarono gli attori chiave che gestivano i suoi affari, me compreso. Avevo notato che dopo ogni grande successo cambiavano manager, avvocati e commercialisti. Questo accadde puntualmente anche dopo il superbo successo di "Thriller".
Gray comunica la sua arte attraverso l'intuizione unica percepita dal tempo trascorso con Michael, contribuendo inoltre con un'introduzione e con storie di contesto alle immagini.
Grazia28
Breve nota biografica di Todd Gray

Todd Gray
Todd Gray è stato il fotografo personale di Michael Jackson per un periodo di dieci anni, scelto personalmente da Jackson. Ha realizzato numerose copertine di album e video musicali, e le sue opere di fotografia sono collezionate in mostre permanenti nei musei degli Stati Uniti e all'estero. Nel corso degli ultimi venti anni ha realizzato immagini per più di 100 copertine di album, per la regia di video musicali, riviste, e perseguito altri incarichi commerciali producendo la sua opera d'arte.
Nel 1979 dopo il liceo ha frequentato la scuola d'arte. A diciassette anni aveva già pubblicato sulla rivista "Life" ed era stato in tour con i Rolling Stone.
Dal 1997 è docente di arte e fotografia a Cal State University, Long Beach, e vive a Los Angeles. In precedenza ha lavorato presso la facoltà della Graduate School of Fine Art presso l'Art Center College of Design di Pasadena e il Photo Art Program presso l' UCLA.
Making del libro
Di Todd Gray

La genesi del libro "Michael Jackson Before He Was King" nasce da una conversazione con il fotografo tedesco Oliver Sann presso la Chicago Art Fair nel 2008. La fiera esponeva principalmente immagini cinematografiche, ma era priva della potenza della fotografia documentaria. Questo sembrava il momento giusto per intraprendere un progetto di documentazione e Oliver m'incoraggiò a perseguirlo con il mio archivio su Michael Jackson.
Nell'estate del 2008 ho iniziato a sviluppare una mostra e un libro di fotografie che documentano il periodo in cui avevo lavorato per Michael Jackson negli anni '80. A febbraio del 2009 ho preso contatto con Victoria Dailey, straordinaria redattrice e editrice di libri d'arte. E' venuta nel mio studio, e dopo aver esaminato le fotografie, ha insistito sul fatto che dovevo realizzare un libro che andasse ben oltre la tradizionale pubblicazione artistica. Victoria asserì che sarebbe stato un eccellente libro sulla cultura pop. Convinto, abbiamo trascorso i prossimi mesi plasmando il progetto in una storia avvincente del mio tempo trascorso con Michael. Entro la primavera ero arrivato a selezionare novanta fotografie e alcune pagine di testo da utilizzare come una proposta di libro. Ora tutto quello che dovevo fare, era capire a chi spedirlo.
A maggio (2009), ho incontrato il mio amico d'infanzia e un tempo socio fotografo, Neil Zlozower. Era stato il fotografo di Van Halen e aveva pubblicato un libro di successo sulla band. Neil, mi ha consigliato di contattare Steve, il suo editore a Chronicle Books. Dopo una breve conversazione, ha espresso il suo interesse per la mia storia. Gli promisi che avrebbe ricevuto il progetto in un mese o due.
Mercoledì, 24 giugno (2009) avevo terminato di stampare tre serie di proposte nel laboratorio digitale all'università dove insegno. Ogni proposta conteneva quaranta ritratti e una bozza dell'introduzione di quattro pagine del mio racconto scritto. Ho progettato di inviarli a Taschen Books e Chronicle Books, ma non avevo del tutto chiaro a chi avrei mandato la terza. Quella notte riposai bene perché avevo raggiunto il mio obiettivo e il progetto del libro era pronto per essere spedito.
Giovedì 25 giugno (2009) rimasi profondamente colpito. Avevo appena raggiunto il mio obiettivo riunendo le idee per il libro il giorno prima ed ero abbastanza soddisfatto di me stesso. E poi mia moglie è entrata nel mio studio e mi ha riferito che Michael era morto. Scossi la testa. Ero stordito e incredulo. Ero in una stanza circondato dalle fotografie del suo viso che mi guardava. Come può essere morto, ho pensato, lui è qui intorno a me in questa stanza. Ho smesso di lavorare e sono uscito dallo studio, ho acceso il televisore come milioni di altre persone ad ascoltare le notizie. Non avevo visto una copertura mediatica così continua da quando ero un bambino e JFK era stato assassinato. Improvvisamente compresi che il significato delle mie fotografie era cambiato. Ma non ero completamente preparato per quello che si sarebbe svolto nei giorni seguenti.
Venerdì mattina sono ritornato nel mio studio e sembrava completamente diverso. Tutto era esattamente come l'avevo lasciato, il mio disordine sulla scrivania, fogli sparsi in giro, ma le fotografie sulla parete si erano misteriosamente trasformate in qualcosa di dissimile. Le foto non avevano più nessuna relazione con l'immagine era l'impronta di un'anima che non era più su questa terra. Adesso erano fonte di ricordo, promemoria della mia mortalità. Stavo cercando di comprendere questo nuovo concetto, quando il telefono ha squillato. La rivista "Time" voleva le foto. Stavano per uscire nelle edicole con un'edizione speciale in quarantotto ore. Poi la rivista "People" e "Rolling Stone". Il telefono non ha smesso di squillare per tre giorni. Sono stato incollato al telefono e al computer. In qualche modo si era diffusa la notizia che ero stato il fotografo di MJ. In seguito sono stato contattato anche dalla Germania e dal Giappone.
Martedì mattina, 7 Luglio. La settimana precedente era stata febbrile e interessante - i redattori fotografici chiamavano senza sosta richiedendo fotografie di MJ. Non pubblicavo una delle mie foto di MJ sulla stampa da quasi venti anni, ed ero determinato a rilasciare solo quattro o cinque immagini alla stampa, al fine di mantenere il mio libro una rarità. Steve, il redattore di Chronicle Books col quale discutevo da diverse settimane, mi ha riferito che aveva ricevuto sei progetti di libri via e-mail, la mattina successiva alla morte di MJ. Sapeva che il mercato sarebbe stato invaso dai libri, ma dopo aver esaminato le mie foto e letto la mia storia, disse che nessuno tra quelli ricevuti, erano confrontabili con il mio.
Chronicle Books mi fece un'offerta quel giorno e ho accettato subito dopo. Così Martedì mattina, il giorno della cerimonia funebre, stavo esaminando minuziosamente il contratto del libro. Il mio assistente Manny era occupato alla scansione delle immagini. La mia redattrice fotografica, Jessica Hundley e la sua assistente, Taye Hansberry, stavano riesaminando le immagini mentre ascoltavano il memoriale in streaming su Internet, cercando invano di trattenere le lacrime. L'emozione nello studio era palpabile. Ero nella stanza vicina e, occasionalmente, sentivo i loro singhiozzi silenziosi che fluivano dallo studio. Ho cercato di ignorarlo. Ma non ci sono riuscito.
Non ho avuto la possibilità di vedere il memoriale di MJ quando è stato trasmesso in diretta. Solo a tarda sera l'ho visto su uno dei canali via cavo. In quel momento finalmente ho pianto per la perdita del mio vecchio amico.
Ho firmato un contratto editoriale con la Chronicle Books, uno dei gruppi editoriali preferiti. Ho lavorato a questo libro per un anno, discutendo con Chronicle fin dal mese di Maggio, settimane prima che Michael morisse, e ora mi hanno riferito che ho due possibilità. La prima è di seguire un percorso tradizionale, cioè aspettare 9-12 mesi per pubblicare il libro, poiché le librerie saranno inondate di libri dedicati a MJ. La seconda, di pubblicare la opera il prima possibile e fornire ai lettori una scelta di alta qualità tra le varie proposte sui libri di MJ. Sapevamo che i fans e i lettori che apprezzano il buon design e la fotografia alla fine avrebbero trovato il mio libro, quest'anno o il prossimo. Alla fine abbiamo perseguito la seconda possibilità, offrire al lettore occasionale, il cui interesse è alimentato dalla cultura popolare, un libro sincero e sostanziale.
Il mio editore della Chronicle ha asserito che dovevo finire il libro e farlo stampare in sei settimane. Un processo di nove mesi ridotto a sei settimane. Il programma di produzione più veloce nella storia del mio editore. Alcune persone dell'azienda erano scettiche che potessi completare l'operazione in tempo. Ma loro non sapevano che avevo vissuto con queste fotografie per più di venticinque anni e avevo già messo nel libro il lavoro di molti anni.
La mia redattrice fotografica, Jessica Hundley, aveva appena finito di pubblicare le immagini e i testi (1000 pagine) di Dennis Hopper per Taschen Publishing. Lei è passata da Dennis Hopper a Michael Jackson. Le ho riferito che volevo che selezionasse delle foto che piacessero sia ai fan e agli amanti della fotografia. Volevo farle capire che come artista realizzavo un libro delle mie fotografie sull'essere umano con il più alto profilo nella cultura popolare. Durante la selezione del materiale ci sono stati diverbi d'opinione. Jessica e la mia assistente Taye Hansberry, a volte si sono scontrate su alcune delle immagini che avevo scelto come particolarmente caratterizzanti, in che modo posso inserire questa ... banale e poco interessante. Loro davano credito all'estetica e alla tecnica dell'immagine e di contro mancava il cuore o la passione. Mi mostrarono anche alcune foto che non mi piacevano per niente - troppo sentimentale, tecnicamente mediocre o semplicemente carine. Poi mia moglie, anche lei artista, s'infilò nella mischia e aggiunse le sue favorite. Da quella lezione imparai: Gli uomini vengono da Marte. Le donne sicuramente, no.
Breve estratto dell'Introduzione
Di Todd Gray
Nel gennaio 1980, ricevei una telefonata riferendomi che Michael Jackson mi aveva specificamente invitato di fotografarlo a Disneyland, dove stava registrando uno special televisivo per celebrare il 25° anniversario del Magic Kingdom. Quando Michael non era sul set dello spettacolo, coglieva ogni occasione per esplorare il parco. Nel momento in cui il regista lo dispensava dal set allo scopo di preparare la ripresa successiva, Michael afferrava il mio braccio e diceva: "Vieni, andiamo a fare alcuni giri sulle giostre." Siamo stati accompagnati da una persona della sicurezza Disney, che ci ha condotto attraverso passaggi segreti, senza mai attendere in coda. Michael, che aveva ventuno anni all'epoca, amava Disneyland, e mentre ero seduto accanto a lui sul bob dell'attrazione del Cervino, e dei Pirati dei Caraibi: mi unii alle sua grida e risate. Ci siamo davvero divertiti.
Poco tempo dopo questo lavoro, ricevei un'altra chiamata dal manager Jacksons, Ron Weisner, chiedendomi di fotografare Michael a un evento di beneficenza. Mi riferì che Michael l'aveva incaricato per assumermi soltanto quando aveva bisogno di un fotografo. Poi Ron mi domandò: "Che cosa c'è tra te e Michael?" Risposi: "Andiamo soltanto d'accordo, credo." ( Avevo conosciuto Michael nel 1974, mentre fotografavo i Jackson5 per la rivista "Soul".) Chiesi a Ron se Michael gli avesse dato qualche indicazione sul motivo per cui lui voleva solo me per fotografarlo. Rispose che Michael gli aveva riferito, " Todd mi piace perché parla poco." Ed ecco come tutto cominciò. Sono stato fotografo e amico di Michael per i prossimi quattro anni. E' stato il viaggio della mia vita.
Fin dall'inizio, vidi come Michael era dedito al lavoro. Lavorava spesso e raramente sembrava rilassarsi. Molto del suo tempo lo spese in studio di registrazione- quando faceva parte dei Jackson si concentrava intensamente per creare un prodotto perfetto, questo contribuì al loro successo che poi ebbero, e Michael era chiaramente il più impegnato, era il membro più laborioso del gruppo. Mentre in cabina di missaggio, erano eseguiti gli adattamenti tecnici con gli ingegneri, lui sussurrava istruzioni ai suoi fratelli su un arrangiamento vocale, sussurrava non perché le istruzioni erano segrete, ma perché era timido e non gli piaceva esternare le sue idee.
Nella primavera del 1981, Michael e i suoi fratelli, iniziarono le prove per il Tour Triumph, che si sarebbe recato in trentacinque città del nord dell'America. Quando Michael trovava del tempo per rilassarsi, gli piaceva sfogliare libri fotografici. Amava particolarmente i libri sul fascino di Hollywood degli anni '30, libri per bambini riccamente illustrati, libri in edizione di lusso sulla fotografia. Michael era solito nascondersi nel retro dell'autobus, mentre gli altri passavano il loro tempo insieme nella parte anteriore. Anch'io preferivo il silenzio sul retro, e mi sedevo con lui mentre era assorto nella lettura.
Le mie fotografie di Michael, dal 1974 al 1984, lo mostrano come coinvolgente, affascinante, giovanile persona era prima che le richieste insaziabili della sua celebrità straordinaria lo consumassero così profondamente. Mentre rifletto, mi rendo conto solo adesso, che questo era il tempo prima che diventasse Re.
Alcuni ritratti esclusivi del futuro Re del Pop, scattati tra il 1974 e il 1984, commentati da Todd Gray

Durante la registrazione di uno special TV del 1980 con Michael e Danny Kaye a Disneyland, fotografai Michael in vari modi. Sia la direzione o la casa discografica (o entrambi, non ricordo più) mi chiesero di ritrarlo quanto più possibile, come un uomo adulto.

Michael in sala d'attesa per imbarcarsi su un aereo Delta Airlines. Un rappresentante della linea aerea aveva consegnato a Michael un distintivo rappresentante le ali di capitano e lui lo aveva appuntato al suo cappello.

Allo studio Record Plant di Hollywood nel 1974, i Jackson si associarono a Stevie Wonder per registrare i cori della sua canzone "You Haven’t Done Nothin’". Michael sembra inconsapevole di tutto ciò che non era inerente al processo di registrazione, o al genio di Stevie Wonder.

Michael mi mostrò il suo teatro privato appena finito, completo di poltrone in velluto rosso di lusso. Pensai che il suo maglione blu avrebbe contrastato con il rosso intenso, e gli proposi di sedersi e di fingere come se stesse guardando un film. "Quale film?" Mi chiese. Risposi, "Non ha molta importanza. Qualsiasi film andrà bene", ma Michael insisté:"Todd, devi dirmi quale film devo immaginare di guardare se vuoi una reazione da me" OK, una commedia di Charlie Chaplin, suggerii. "Quale?" Chiese Michael. " Mi fece tante domande". La mia mente si svuotò, per fortuna, il mio assistente gridò, "Modern Times". Michael rispose: "OK, quale parte?" Esasperato, dissi, "Michael, è una commedia, è sufficiente che tu rida! "Si stava facendo tardi ed eravamo tutti stanchi e un poco storditi, ma Michael stava divertendosi. "Beh," cominciò, "se tu vuoi che io rida, poi devi raccontarmi una barzelletta. Ma hai detto che dovevo comportarmi come se stessi guardando un film. Allora come vuoi che reagisca?" Alla fine rinunciai e feci un'espressione ridicola da pagliaccio, che lo fece ridere.

Di solito, prima di ogni concerto, si svolgeva una riunione nello spogliatoio per discutere su alcune particolarità del locale che potevano influire sullo spettacolo. Ogni luogo differiva nel suono, nella localizzazione della cabina di mixaggio, e nella disposizione a sedere, e ognuno aveva un proprio insieme di codici giuridici e regole. Lievi adeguamenti erano eseguiti a ogni manifestazione per conformarsi ai requisiti della sala. Michael coglieva inoltre l'occasione per apportare miglioramenti allo spettacolo o segnalare mancanze manifestate nel concerto precedente.

Nel 1983, mi fu offerto un incarico di copertina per fotografare Michael nella sua casa di Encino, in California. Recentemente aveva terminato di completare la ristrutturazione della casa trasformandola nella dimora dei suoi sogni, completa di un cinema, zoo, e delle attrazioni ispirate a Disney ubicate nel cortile posteriore. Questo doveva rappresentare una sorta di sperimentazione per Michael, una mini versione di Neverland, che poi sviluppò a Santa Barbara County anni più tardi.

Michael attende nel backstage di uno dei numerosi eventi di beneficenza a Los Angeles lui donò il suo tempo e il talento per supportare tale cause, 1980.

I fans si riuniscono per accogliere i Jackson mentre arrivano per esibirsi presso Omni di Atlanta, luglio 1981.

Michael si diverte un po' nel tempo libero.
Altre immagini contenute nel libro









Grazie a Todd Gray e VanityFair
Titolo: Michel Jackson Before He Was King
Fotografie: Todd Gray
Editore: San Francisco, CA- Chronicle Books, c2009
Anno di pubblicazione: 2009
Numero IBSN:978-0-8118-7506-6
Lingua del libro: Inglese
Numero di pagine: 144
Formato: Cartonato
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03-23-2011 09:16 AM #2
grazie
......
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05-18-2011 11:18 AM #3
Deve essere uno spettacolo questo libro...


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