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dqw
  1. #1
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    Recensioni, critiche e commenti al nuovo album "MICHAEL"

    Jacko profetico nell'album postumo Il 10 dicembre esce 'Michael': duetti con Kravitz, Sakamoto e 50 Cent

    03 dicembre, 17:55di Elisabetta Malvagna


    ROMA - ''Tutti vogliono un pezzo di Michael Jackson / I reporter seguono furtivamente le mosse di Michael Jackson....'', ''... vogliono scrivere il mio necrologio'': sono i versi profetici scritti nel 2007 dal Re del Pop in Breaking News. Per ascoltarlo bisognera' attendere il 10 dicembre, quando uscira' il suo attesissimo album postumo, intitolato semplicemente 'Michael'.
    Pubblicato dalla Sony, il cd e' stato anticipato dal duetto con Akon, Hold My Hand, registrato nel 2008 a Las Vegas ma uscito inaspettatamente sul web quando ancora non era stato completato: ''Eravamo sconvolti - racconta Akon -. Il mondo non era ancora pronto ad ascoltarlo''. In realta', e' forse uno dei brani meno riusciti di questo album in puro stile MJ, destinato a scalare la vetta delle classifiche mondiali, vista anche la coincidenza dell'uscita con il periodo natalizio. Sono vere e proprie chicche, invece, alcuni duetti del grande Jacko con nomi della musica del calibro di Lenny Kravitz, Ryuichi Sakamoto e 50 Cent. Perseguitato dai media e dai giornali costantemente affamati di scoop, vittima delle calunnie e delle accuse piu' infamanti, ma anche della sua fragilita', Michael voleva solo una cosa: essere amato. A confermarlo sono queste 10 tracce nate dalla vena creativa dell'artista che sin dal 2004 lavorava e registrava canzoni in vista di nuovo cd. Utilizzando come base gli appunti di Michael, la sua voce e le idee che aveva condiviso con loro, i produttori di cui si fidava e con cui aveva lavorato hanno ripreso in mano le canzoni lasciate da Jackson in vari stadi di completamento. Il risultato e' 'Michael', nella cui tracklist spicca Breaking News. Jacko la registro' con Eddie Cascio e James Porte mentre viveva con i figli nella casa della famiglia Cascio, suoi amici di vecchia data, in New Jersey. Breaking News e' una delle tre canzoni di Cascio contenute nel cd, che hanno sollevato dubbi circa l'autenticita' della voce di Michael. Dopo accurate indagini, richieste da Howard Weitzman della Michael Jackson Estate, molti produttori e musicisti che hanno lavorato negli ultimi 20-30 anni con Jacko hanno confermato che la voce era la sua. Recentemente Weitzman, in una lettera ai fan, ha sottolineato: ''I fan di Michael saranno i giudici di queste canzoni, come lo sono sempre stati. Prendiamo tutti i loro commenti molto sul serio. Per noi nulla e' piu' importante della musica di Michael, della sua eredita' e dei suoi fan''. Polemiche, sospetti, strumentalizzazioni e colpi di scena a parte (e' di due giorni fa una nuova denuncia del padre Joe contro il medico che lo curo' prima della morte), i milioni di fan di una delle icone piu' amate della musica non si lasceranno di certo sfuggire l'occasione di riavvicinarsi al loro idolo ascoltando, ad esempio, Hollywood Tonight, un pezzo che risale ai tempi di Invincible. Uscito dai suoi archivi nel 2007 e lavorato dal produttore Ron 'Neff-U' Feemster, racconta la scalata all'Olimpo hollywodiano di un'aspirante attrice. La ricerca ossessiva della fama a tutti i costi, dove la privacy, l'anonimato e l'integrita' diventano merce di scambio per una foto o un articolo sul giornale e' al centro di Monster, di cui 50 Cent e' co-autore e interprete della parte rap. Keep Your Head Up e' invece un emozionante gospel che si potrebbe immaginare cantato da una folla immensa di persone. Best of Joy e' una gemma senza tempo, uno degli ultimi brani cui Michael stava lavorando. Di un amore struggente e potente parla (I Can't Make It) Another Day, featuring Lenny Kravitz, autore di questa perfetta sintesi tra il suo rock puro e il pop raffinato di Jackson, impreziosita dalla batteria di Dave Grohl. Il demo, registrato nel periodo di Invincible, fini' sul web nel 2008, costringendo Lenny a decidere di completare la canzone. Behind the Mask e' una versione jacksoniana del brano di Sakamoto suonato dalla Yellow Magic Orchestra. L'album si chiude con Much Too Soon: una canzone dolce-amara scritta nel periodo di Thriller, ma mai pubblicata. ''Una volta che riceviamo il dono della vita, viviamo una volta sola - scriveva Michael in una nota inclusa nel libretto del cd -. Dovremmo sforzarci insistentemente per lasciare una traccia di immortalita'. Non importa in quel campo lo si faccia''. Lui, sicuramente, ci e' riuscito.


    Fonte Ansa.it

  2. #2
    Mod. News & KOP
    L'avatar di loyalfan79
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    update-2 Dicembre 2010

    L'album "Michael" ha ricevuto recensioni miste all'anteprima tenutasi ieri a Londra.

    Ecco come diverse testate giornalistiche lo hanno commentato:

    The Sun:
    "Alquanto deludente e per niente paragonabile agli albums "Off The Wall", "Thriller" e "Bad."

    The Independent:
    "Alcune canzoni non fanno che terminare sfumando, senza un finale appropriato, proprio come lo stesso MJ."

    The Daily Mirror:
    "Per niente male."


    Fonte: Michael Jackson New Album 'Michael' Attracts Mixed Reviews | Gigwise

  3. #3
    Senior Member L'avatar di NumberOne
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    Bell'articolo .. tranne per i Jacko qua e là

  4. #4
    Senior Member L'avatar di ,ile
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    Jackson regala perle ai fan


    Attesa per il disco postumo di Michael Jackson "Michael" - esce in Italia il 10 dicembre, negli States il 14 - che sarà l'album di Natale del 2010. Sia perché il re del pop può contare su uno zoccolo duro di fan ma anche perché almeno metà dei brani del cd sono energici, malinconici e ricchi di speranza. Ad un primo ascolto l'operazione sembra asettica ma è dopo il duetto con 50 Cent, "Monster" la quinta traccia, che prende il volo e convince.

    Ad aprire il disco è il singolo in duetto con Akon, "Hold My Hand", che ha avuto una genesi travagliata. "Il mondo non era ancora pronto ad ascoltare questo singolo quando uscì su Internet due anni fa - spiega Akon -. Eravamo sconvolti quando la canzone uscì sul Web". Poi il brano è stato rimaneggiato e scelto dalla casa discografica Sony per lanciare l'album. A dire il vero ci sono canzoni molto più dirette e forti che avrebbero potuto tranquillamente fare da apripista a questo progetto ambizioso: la roboante e coinvolgente "Behind The Mask" con l'intervento di Ryiuchi Sakamoto, il già citato duetto con 50 Cent che rappa dando un quid in più alla canzone e la dolce ballata "Best Of Joy". Senza tralasciare "(I Like) The Way You Love Me" che i fan conoscono molto bene perché apparsa in una versione demo nell"Ultimate collection" uscito nel 2004, ma adesso ultimata per inserirla in questo disco. Questi i brani che sostanzialmente compongono la seconda parte di "Michael" e che appaiono i più convincenti, sinceri e diretti. La prima parte ossia il ritmo dance di "Hollywood Tonight", la ballata "Keep Your Head Up" e appunto il singolo con Akon non catturano subito l'attenzione dell'ascoltatore, non coinvolgendolo appieno anche per la 'fredezza' di alcuni arrangiamenti creati ad hoc sulla voce di Michael.
    "Monster" e "Breaking News" sono un grido di dolore ma anche di denuncia da parte del cantante che attacca lo showbusiness senza giri di parole. Se nella prima il re del pop lamenta la smania delle persone che vogliono diventare famose a tutti i costi perdendo inesorabilmente, senza accorgersene, la privacy e l'integrità, in "Breaking News" (l'intro riproduce la voce di alcuni giornalisti televisivi che lanciano i servizi) è la constatazione che "più si ha successo più alcuni cercano di buttarti giù".
    Alcune piccole curiosità: i provini di "Hold My Hand" e il duetto con Lenny Kravitz "(I Can't Make It) Another Day" sono finiti sul Web nel 2008, quest'ultimo brano con "Hollywood Tonight" dovevano essere inseriti nell'album "Invincible" del 2001, mentre la bellissima ballata "Much Too Soon" che chiude il nuovo album, era destinata a "Thriller".
    Sicuramente "Michael" è un album ben prodotto, la scelta dei brani è stata azzeccata anche se in parte, in alcuni di questi si "sente" un Jacko in grandissima forma con tanta voglia ancora di comunicare al mondo. Per questi elementi, e nonostante qualche scelta asettica da "operazione commerciale", "Michael" ha tutte le carte in regola per diventare il disco più venduto di questo Natale.

    Jackson regala perle ai fan. A Tgcom l'album postumo "Michael" - spettacolo -Tgcom - pagina 1

  5. #5
    Member L'avatar di Massimiliano
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    L’attesissimo cd di brani postumi (Il Giornale.it)

    Ma se solo, accidenti, avesse potuto godersi il successo che avrà questo disco, Michael Jackson sarebbe forse riuscito a sfumare le sue ossessioni, a lasciarsi abbracciare dall’amore, a tornare infine una persona serena. L’album di canzoni inedite che uscirà il dieci dicembre si intitola semplicemente Michael, ha una copertina tanto per dire (un collage di sue immagini famose) ma impacchetta senz’altro il miglior Michael Jackson dai tempi di Dangerous, roba di un secolo fa perché uscì nel 1991 quando il mondo era foderato di grunge e la gente voleva Kurt Cobain santo subito. Intanto, senza neanche arrivare fino in fondo alla decima canzone (ieri ascolto blindato nella sede Sony), si capisce subito che tutti i dettagli srotolati da giornali e tv sul disfacimento di Michael Jackson, storie peraltro piene di particolari morbosi, erano per lo più fesserie belle e buone perché lui, certo, avrà avuto i suoi bei problemi ma la passione per la musica, quella, era più viva che mai: e non c’è un secondo del disco che la smentisca nonostante il singolo Hold my hand duettato con Akon, che tra l’altro apre tutto, non sia il pezzo forte e la conclusiva Much too soon abbia un significato simbolico contestuale ma non di più. E già questo vuol dire molto: Michael non è un album raffazzonato tanto per fertilizzare ancora un po’ il business del caro estinto, non ci sono cadute di gusto né arrangiamenti banali, il che conferma che la sua spregiudicata famiglia non ci ha messo poi tanto le mani sopra, impegnata com’è solo a foraggiare volgarmente il minuto mantenimento contabile dell’impresa. In realtà, a queste canzoni, che si agitano sulle sue solite coordinate stilistiche, Michael Jackson (che le canta davvero, altro che) lavorava con la sua maniacale attenzione sin dal 2004, affondandole nelle sue ossessioni e quindi diluendole nel tempo fino a lasciarle alla fine lì, sospese nel nulla dopo la sua morte. Ma sono vive, eccome, vivissime. E l’inizio martellante di Hollywood tonight che si aggancia a un giro di basso inarrestabile e a un ritornello riuscito lo conferma, così come l’inconfondibile sussurrato di Keep your head up e l’imponente ballata (I like) The way you love me - letteralmente mi piace il tuo modo di amarmi - sono lì a dire che, anche adesso che non c’è più, anzi soprattutto adesso, Michael Jackson ha molte lezioni ancora da dare ai suoi colleghi, nello stile e nei contenuti. Qui si parla di amore, etereo per giunta, cosparso per ogni dove, mai sessuale, sempre empatico e necessariamente infantile quindi puro persino quando, come in Breaking news, c’è il lamento struggente di chi vive pedinato dalla stampa. Sembra provenire da un altro pianeta. Per capirci, il successone che ha contribuito a dare a Eminem dieci nomination ai prossimi Grammy Awards si intitola Love the way you lie - cantato in duetto con Rihanna - e vuol dire mi piace il modo in cui mi tradisci. Il contrario. Un altro mondo. Per forza Michael Jackson, già azzoppato dal ben noto scandalismo giudiziario, era finito fuori dai binari del successo discografico: parlava un’altra lingua rispetto a quella di moda. Ma, c’è da dirlo, esigeva anche ben altri standard compositivi rispetto alla media e basta ascoltare Monster - con il rappato di 50 Cent - per cogliere che il livello è così alto da rendere inutile l’analisi canzone per canzone, da superare la meraviglia rockeggiante di (I can’t make it) Another day con Lenny Kravitz e Dave Grohl e gli incastri di voce e sax in Behind the mask, la cui musica è stata scritta da Ryuichi Sakamoto. Questo è un gran disco. Punto.
    Ma proprio grande.

  6. #6
    L'avatar di kingofgames
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    Jackson, arriva il cd postumo
    E scatta il tormentone: "E' lui o no?"


    "Michael" contiene dieci inediti dai suoi archivi e tre duetti virtuali: con Lenny Kravitz, 50 Cent e Akon. "Best of joy" è il brano più recente, scritto prima della morte

    di CARLO MORETTILa copertina del disco

    ANTICIPATO da un coro di polemiche, venerdì prossimo arriverà nei negozi di dischi il primo album postumo di inediti di Michael Jackson. Il cd si intitola Michael e contiene dieci brani, tre dei quali in forma di duetto virtuale che vedono la partecipazione di Lenny Kravitz, 50 Cent e Akon.

    Pubblicato a diciassette mesi dalla morte del re del pop, il lavoro ancora prima di uscire è stato bollato come "irrispettoso" da Will.i.am dei Black Eyed Peas, mentre si inseguono le voci sulla possibilità che in alcuni dei brani il cantato sia di un imitatore. Ne è convinto soprattutto il fratello di Jacko, Randy Jackson, che ha affidato a Twitter la sua denuncia: "In qualche canzone è lui, in qualcun'altra no: potrei giocarci la mia vita".

    Così, inevitabilmente, ci siamo predisposti all'ascolto in anteprima presi dal gioco: "è lui o non è lui?". Il dubbio balena solo durante Hollywood tonight, un brano che secondo le note risale al periodo di Invincibleed è stato ripescato negli archivi di Jackson nel 2007. Ma potrebbe anche essere solo l'effetto di una registrazione originale "sorda", un problema dunque di equalizzazione.

    Più della controprova sulla presenza di un imitatore, sempre difficile da stabilire, conta l'atmosfera generale del disco, che pur nei limiti di una compilation realizzata da altri mantiene punte di interesse notevoli, in grado di bissare il successo di This is it, la colonna sonora del film sui mancati concerti della 02 Arena di Londra.

    Ci sono splendide ballate come Keep your head up e (I like) The way you love me, o come Best of joyscritta poco prima che Jacko morisse. Monster, il duetto con 50 Cent, ha lo stesso passo marziale di Beat it, e Breaking News è uno sfogo a ritmo dance sulla pressione dei media.

    C'è però da dire che, curiosamente, il brano più bello del disco non è firmato da Jackson ma da Lenny Kravitz: si intitola (I can't make it) Another day, e vede la partecipazione alla batteria dell'ex Nirvana Dave Grohl.

    (03 dicembre 2010 - LaRepubblica

  7. #7
    Senior Member L'avatar di GiorgiaPossible
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    Michael Jackson, il pop che viene dall'aldilà.

    Le premesse non erano buone. Sul piatto c’era un defunto (recente), uno stormo di parenti appollaiati al davanzale come avvoltoi e un singolo assai dimenticabile, il duetto con Akon Hold my hand piratato, forse ad arte, e finito su Internet prima del tempo. Invece il disco postumo del Re del pop, semplicemente intitolato Michael e in uscita il 10 dicembre, non è affatto male. Dieci tracce pensate e abbozzate dal 2004 ad oggi (ma alcune vanno ancora più indietro nel tempo) a cui, dicono, Michael si sarebbe voluto dedicare anima e corpo dopo i concerti in programma alla O2 Arena di Londra. Perché proprio nella capitale britannica avrebbe avuto intenzione di rimanere per registrare il nuovo materiale. Certo sono necessarie le solite, ormai noiose, premesse: l’operazione è assai discutibile, soprattutto nel caso di uno come Jacko, notoriamente perfezionista, capace di cesellare le proprie canzoni allo sfinimento. Le avrebbe volute dunque così? Il duetto con 50 Cent gli sarebbe piaciuto? La bella e travolgente chitarra di Lenny Kravitz sul pezzo più rock del disco sarebbe stata di suo gradimento?

    Il caro estinto. Si affannano dalla «Jackson Estate» (coloro che ne gestiscono il patrimonio) a mettere le mani avanti: il disco del caro estinto era necessario perché auspicato dai milioni di fan sparsi nel globo, questo è esattamente ciò che lui avrebbe voluto ed è stato ottenuto utilizzando proprio gli appunti lasciati da Michael. A riprova di tutto ciò, nel booklet del disco compaiono scarabocchi spesso poco comprensibili con i quali un esperto di grafologia psicologica avrebbe di che divertirsi; cose messe lì per rasserenarci sulla purezza del progetto: «Posso ascoltare tutta la canzone completa e i suoi arrangiamenti nella mia testa, il ruolo di ogni strumento. Registro tutto con la mia voce su una cassetta, poi esco, cerco lo strumento e non smetto fino a che non ottengo esattamente ciò che voglio. Canto ogni parte con la mia bocca». Cosa dimostrata anche da una piccola e assai disturbata registrazione della sua voce che fa una prova, messa a fare da intro ad un brano. Però il disco suona piuttosto bene e ha il merito di mettere in scena tutte le nuance di Michael, come fosse una buona raccolta della sua carriera solista.

    Voce di velluto. Ci troviamo il Jackson languido con la sua bellissima voce adolescenziale che pare pescata direttamente dal periodo Motown anni Settanta (la bella ballata I like – The way you love me ma anche Best of joy che pare sia una delle ultimissime canzoni a cui stesse lavorando), quello alla Bad che vuole fare il ragazzaccio di strada tra urletti, ritmi sincopati, mitragliate e suoni di vetri spaccati (il duetto con 50 Cent di Monster o Hollywood tonight , scritta nel periodo di Invincible ) o ancora quello che vira sulla disco-music (abbastanza perdibile) nella sua riproposizione di un pezzo della Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto. Ma c’è anche una canzone molto vecchia, Much too soon , una sdolcinata ballata stile natalizio che oggi chiude il disco ma che fu giustamente scartata da Michael dalla rosa delle canzoni che sarebbero finite su Thriller .

    Autocelebrazioni. Stranamente non sono i duetti postumi ma i testi ad inquietare di più, e lì, va detto, è tutta farina di Michael, a partire da Monster , dove c’è il solito delirio auto-celebrativo e auto-commiserativo della star costretta ad una vita da recluso per schivare gli ignobili paparazzi ruba-privacy. Sì perché ad autocelebrazione questo album non è secondo a nessuno: nella mitragliante e vigorosa Breaking news (brano registrato con l’amico di vecchia data Eddie Cascio e James Porter mentre viveva con i figli nella casa della famiglia Cascio nel New Jersey) Jackson oltre a preconizzare la sua brutta fine («vogliono scrivere il mio necrologio», canta) si nomina un numero imprecisato di volte, parlando ovviamente in terza persona, stile nostro Presidente del Consiglio. Nel pezzo migliore del disco invece , la I can make it - Another day , scritta da Lenny Kravitz che suona una splendida chitarra rock e si fa accompagnare alla batteria da Dave Grohl (il demo di questo brano finì sul web nel 2008 costringendo Kravitz a decidere di completare la canzone) c’è un vero delirio cosmico con Jackson che dichiara finalmente di essere stato rapito dagli alieni: «La mia vita mi ha portato al di là dei pianeti e delle stelle». Tranquilli insomma, Jacko è solo un po’ lontano, ma ci guarda da lassù.

    4 dicembre 2010


    Fonte: Michael Jackson, il pop
    che viene dall'aldilÃ* - Culture - l'UnitÃ*

  8. #8
    Senior Member L'avatar di GiorgiaPossible
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    Michael Jackson è ancora vivo!

    Michael Jackson. Sempre Michael Jackson. Proprio quando sta per uscire il nuovo album di Michael Jackson tornarno le voci che Michael Jackson sia ancora vivo. In realtà si nasconderebbe in Florida, in un piccolo paesino di campagna. L'album che sta per uscire potrebbe riservare grandi sorprese. Michael Jackson non è morto? Michael Jackson è vivo?

    Due nuovi brani mai ascoltati prima di Michael Jackson sono terminati in rete per mezzo della community “Oh No They Didn’t”. Le due canzoni – non incluse nella tracklist del primo album postumo del Re Del Pop che uscirà il 14 dicembre – si intitolano “All I Need”, lenta ballad ispirato alle atmosfere anni Settanta, e “Blue Gangsta”, più ritmata e rockeggiante. Entrambi i pezzi sono ascoltabili a fine articolo.

    C’è da dire che, prima che la Jackson’s Estate che cura il patrimonio di MJ confermi l’autenticità dei due brani, non possiamo appurare che appartengono al compianto Re Del Pop. Quel che è certo è che l’apparizione sul web di “All I Need” e “Blue Gangsta”, è un ulteriore dimostrazione della molteplicità di interessi economici che ancora ruotano attorno a Michael Jackson.

    A tal proposito basti pensare che la Sony, che ha già pronte 900mila copie dell’album Michael, ha previsto che nella prima settimana dall’uscita del disco siano vendute, solo negli Stati Uniti 400mila copie (di cui 60mila digitali). Una proiezione molto probabilmente destinata a concretizzarsi se pensiamo che This Is It dello scorso anno vendette nella prima settimana più di 370mila unità, ma era comunque supportato dal documentario omonimo.


    Fonte: Michael Jackson è ancora vivo! - Affaritaliani.it

  9. #9
    L'avatar di kingofgames
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    Quote Originariamente inviato da Massimiliano Visualizza il messaggio
    Ma se solo, accidenti, avesse potuto godersi il successo che avrà questo disco, Michael Jackson sarebbe forse riuscito a sfumare le sue ossessioni, a lasciarsi abbracciare dall’amore, a tornare infine una persona serena. L’album di canzoni inedite che uscirà il dieci dicembre si intitola semplicemente Michael, ha una copertina tanto per dire (un collage di sue immagini famose) ma impacchetta senz’altro il miglior Michael Jackson dai tempi di Dangerous, roba di un secolo fa perché uscì nel 1991 quando il mondo era foderato di grunge e la gente voleva Kurt Cobain santo subito. Intanto, senza neanche arrivare fino in fondo alla decima canzone (ieri ascolto blindato nella sede Sony), si capisce subito che tutti i dettagli srotolati da giornali e tv sul disfacimento di Michael Jackson, storie peraltro piene di particolari morbosi, erano per lo più fesserie belle e buone perché lui, certo, avrà avuto i suoi bei problemi ma la passione per la musica, quella, era più viva che mai: e non c’è un secondo del disco che la smentisca nonostante il singolo Hold my hand duettato con Akon, che tra l’altro apre tutto, non sia il pezzo forte e la conclusiva Much too soon abbia un significato simbolico contestuale ma non di più. E già questo vuol dire molto: Michael non è un album raffazzonato tanto per fertilizzare ancora un po’ il business del caro estinto, non ci sono cadute di gusto né arrangiamenti banali, il che conferma che la sua spregiudicata famiglia non ci ha messo poi tanto le mani sopra, impegnata com’è solo a foraggiare volgarmente il minuto mantenimento contabile dell’impresa. In realtà, a queste canzoni, che si agitano sulle sue solite coordinate stilistiche, Michael Jackson (che le canta davvero, altro che) lavorava con la sua maniacale attenzione sin dal 2004, affondandole nelle sue ossessioni e quindi diluendole nel tempo fino a lasciarle alla fine lì, sospese nel nulla dopo la sua morte. Ma sono vive, eccome, vivissime. E l’inizio martellante di Hollywood tonight che si aggancia a un giro di basso inarrestabile e a un ritornello riuscito lo conferma, così come l’inconfondibile sussurrato di Keep your head up e l’imponente ballata (I like) The way you love me - letteralmente mi piace il tuo modo di amarmi - sono lì a dire che, anche adesso che non c’è più, anzi soprattutto adesso, Michael Jackson ha molte lezioni ancora da dare ai suoi colleghi, nello stile e nei contenuti. Qui si parla di amore, etereo per giunta, cosparso per ogni dove, mai sessuale, sempre empatico e necessariamente infantile quindi puro persino quando, come in Breaking news, c’è il lamento struggente di chi vive pedinato dalla stampa. Sembra provenire da un altro pianeta. Per capirci, il successone che ha contribuito a dare a Eminem dieci nomination ai prossimi Grammy Awards si intitola Love the way you lie - cantato in duetto con Rihanna - e vuol dire mi piace il modo in cui mi tradisci. Il contrario. Un altro mondo. Per forza Michael Jackson, già azzoppato dal ben noto scandalismo giudiziario, era finito fuori dai binari del successo discografico: parlava un’altra lingua rispetto a quella di moda. Ma, c’è da dirlo, esigeva anche ben altri standard compositivi rispetto alla media e basta ascoltare Monster - con il rappato di 50 Cent - per cogliere che il livello è così alto da rendere inutile l’analisi canzone per canzone, da superare la meraviglia rockeggiante di (I can’t make it) Another day con Lenny Kravitz e Dave Grohl e gli incastri di voce e sax in Behind the mask, la cui musica è stata scritta da Ryuichi Sakamoto. Questo è un gran disco. Punto.
    Ma proprio grande.
    lol

    Ci vuole coraggio eh..vuol dire sputare su produzioni del calibro di HIStory e Invincible.

  10. #10
    Senior Member L'avatar di angi25
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    Quote Originariamente inviato da kingofgames Visualizza il messaggio
    lol

    Ci vuole coraggio eh..vuol dire sputare su produzioni del calibro di HIStory e Invincible.
    Infatti...

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